“L’approvazione dell’aumento di capitale è un grande risultato raggiunto grazie alla determinazione politica del governo a dimostrazione che il Ponte é un’opera prioritaria da realizzare”. Lo afferma il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli commentando l’ok dell’assemblea della Stretto di Messina alla ricapitalizzazione, finalizzata alla costruzione del Ponte sullo Stretto. “I lavori che partiranno domani – indica il ministro – sono propedeutici per costruire il Ponte ma indispensabili per mettere in sicurezza una parte del territorio in Calabria e in Sicilia”. “Il manufatto è un’infrastruttura di livello europeo essendo un segmento cruciale del Corridoio 1 Berlino-Palermo. E’ un’opera – prosegue Matteoli – che rilancerà lo sviluppo del Mezzogiorno e che genererà a catena una serie di interventi infrastrutturali per migliorare la rete ferroviaria e stradale calabrese e siciliana. Non intendiamo edificare una cattedrale nel deserto”. Matteoli ha parlato dell’opera di collegamento tra Calabria e Sicilia anche stamattina, dai microfoni di Radio 24. “I soldi che spende lo Stato per realizzare il Ponte – ha detto – sono soldi che era necessario spendere a prescindere dal Ponte. I lavori che inizieranno domani, lo spostamento di una linea ferroviaria, di una stazione, i lavori che faremo nella provincia di Messina, secondo qualche tecnico avrebbero attutito anche i danni dell’alluvione recente”. “Il Ponte non si fa coi soldi dello Stato ma col mercato – ha osservato ancora il ministro – non è che si possono prendere questi soldi e fare altre cose. Chi investe per realizzare il Ponte investe per realizzare il Ponte”.











Non è la foto corretta, il progetto non prevede la costruzione di un pilastro a mare, ma solo di due pilastri, uno sulla terra ferma in Sicilia, l’altro sulla terra ferma in Calabria.
Questa foto è stata messa in rete dai detrattori del ponte, che vogliono condizionare l’opinione pubblica facendo loro credere che verrà costruito un pilastro a mare.
Vi pregherei di utilizzare un’immagine corretta.
Grazie.
x Marco Lombardo:
gli stessi piloni da impiantare sulla terraferma sono -ahimè- una pessima notizia. Il fatto che non siano previsti piloni a mare non è affatto un’attenuante del massacro ambientale che si ha intenzione di perpetrare.
La costruzione del Ponte, quando ancora i collegamenti sulla terraferma (sia ferroviari che autostradali) sono un totale disastro, è un’operazione prematura e sproporzionata.
Il Governo pensi a mettere a posto strade e ferrovie in Sicilia e Calabria, e tra vent’anni riparliamo di un Ponte.
Premetto che non sono contrario al ponte ma credo che la nostra società abbia altre e più pressanti esigenze.
Detto questo,io credo che tale opera è dificilmente realizzabile per i seguenti motivi:
1) – Per quello che mi risulta, la luce massima di ponti di tale tipo già realizzati è di circa 1700 metri, mentre il ponte sullo stretto dovrebbe avere una campata di circa 3300 metri (circa il doppio!). Non credo che si abbia quindi, ad oggi, esperienza concreta sulla realizzazione di un tale tipo di struttura.
2) – Il ponte dovrebbe sorgere in una zona sismica di prima categoria (non dimentichiamo il terremoto di Messina del 1908) e quindi, in caso non improbabile di evento sismico, questa struttura estremamente elastica sarebbe sottoposta a sollecitazoni non previste e ad oscillazioni tremende che difficilmente la lascerebbero integra.
3) – La Sicilia e la Calabria sono collocate su due zolle tettoniche che subiscono significativi movimenti reciproci, per cui la distanza fra il pilone su territorio siciliano e quello su territorio calabrese varia nel tempo e quindi tutta la struttura del ponte dovrebbe poter subire delle significative variazioni di lunghezza.
4) – Infine una motivazione, forse la più importante, è che sotto il ponte dovrebbe poter passare un intensissimo traffico navale costituito da natanti di tutti i tipi. Come si potrebbe controllare con scrupolo tutto il naviglio transitante sotto il ponte? Considerando che viviamo in un’epoca in cui gli atti di terrorismo sono molto frequenti e che il ponte diventerebbe un importante simbolo della nostra civiltà, come si potrebbe impedire che un motoscafo imbottito di esplosivo ad alto potenziale si scagliasse contro un pilone del ponte buttandolo giù assieme a tutte le persone e mezzi in quel momento in transito?
Sarei molto contento che prima di realizzare quest’opera colossale, costosissima, molto fragile e a rischio, qualcuno desse a me e a tutti gli Italiani delle risposte chiare ai dubbi esposti in tutti e quattro i suddetti punti.
Vito Pipitone