L’onorevole Marianna Caronia lancia l’allarme rosso via comunicato: “Il desolante “teatrino” che stiamo offrendo al Popolo Siciliano e al Paese tutto è veramente mortificante. La replica, non certa rispettosa, del Parlamentare Nazionale del Pdl, Grimaldi, alle dichiarazioni del presidente Schifani è la testimonianza che lo scontro interno al Pdl, ha purtroppo varcato i confini della nostra regione ed è approdato anche nelle sedi romane. Pur profondamente addolorata per la vile aggressione al presidente Berlusconi e la sua conseguente impossibilità a poter intervenire, non riesco ad accettare né a comprendere le ragioni della mancanza di una forte e risoluta iniziativa dei vertici nazionali del partito, capaci di riunificare il Pdl o in sub-ordine la non adozione di provvedimenti nei confronti di quella parte ritenuta responsabile di quanto sta accadendo”.











Credo che ormai la questione politica Siciliana sia arriva a un punto di non ritorno.
Non ci possono essere ricomposizione di nessun genere, ormai e come tra marito e moglie…i quali si sono traditi a vicenda, il chè è impensabile poterli fare stare ancora insieme, sarebbe deleterio e molto dannoso per loro e per i loro figli.
Quando si arriva a un punto di non ritorno bisogna avere il coraggio di dire basta.
Lomabardo non si dimette, 46 deputati regionali non lo fanno neanche. E allora?
Allora rimaniamo impantanati senza alcun rimedio.
Perchè non lo fanno ci si chiede?… semplice per rimanere incollati alla propria poltrona che evidentemente rende bene.
Pensare a maggioranze strane sarebbe come prolungare l’agonia.
Chi riuscirà a sciogliere l’ARS per il bene della Sicilia e dei Siciliani?
Buone feste.
Gianfranco Fini è diventato un pesce fuor d’acqua nel Pdl. Non c’è niente, proprio niente che condivida di ciò che il Pdl sceglie di fare. E ancor di più. Appare fortemente critico verso i gesti politici ed i comportamenti del gruppo dirigente Pdl. Nel suo cahier de doleance c’è la campagna che Il Giornale di Berlusconi ha ingaggiato contro di lui, furibonda, martellante. Accuse di tradimento, inviti a sloggiare, avvertimenti ed altro ancora. L’agenda delle malacreanze è lunga. L’ultimo episodio suggella il rifiuto da parte del Pdl ufficiale di dare conto ai finiani.
A questo governo verrebbe assegnato il compito di transitare verso un nuovo quadro politico attraverso il ritorno alle urne (ma con calma e judicio). Si tratta di ipotesi azzardate? E’ probabile, di certo il nervosismo che serpeggia fra le fila della maggioranza di governo è palpabile. Come spiegare altrimenti le forzature in Aula sull’aggressione al Premier? Coloro che condannano il clima d’odio, sono in prima fila nel creare tensione. Per quale ragione?
e come è finita
L’onorevole Caronia, ricordo, è già passata dal gruppo dell’MpA a quello misto in occasione del primo azzeramento di Giunta operato da Lombardo a metà di quest’anno, e, da allora, è rimasta in attesa di capire in quale parte politica fosse più opportuno trovare collocazione.
Per mesi era stata vicina al PDL, quando ancora era un unico partito.
Poi all’improvviso …. la scissione!
Da allora è “comprensibilmente” disorientata.
“E adesso che faccio?” si chiede la poveretta.
“Da quale parte del PDL mi conviene schierarmi?”
Ritornare nell’MpA, considerati gli avvenimanti di qualche mese fa, sarebbe probabilmente molto difficile. Da Roma non arriva nessun intervento in grado di sbrogliare la matassa. E quindi? ……….
Ecco, il travaglio interiore dell’onorevole Caronia, mi pare emblematico della condizione di parecchi deputati all’ARS rimasti fuori dalla coalizione che sostiene Lombardo.
Dato che il tentativo di mandare a gambe per aria la legislatura, soprattutto dopo il voto di ieri sera, pare essere praticamente fallito, e che la dirigenza nazionale del PDL sa ancora meno di prima “che pesci pigliare”, tanti, in questo momento, si stanno facendo “il paro e lo sparo”, come si dice qui da noi.
Il problema è che il tempo stringe e prima della fine dell’anno Lombardo avrà presentato la nuova Giunta e nominato i nuovi dirigenti generali dei Dipartimenti dell’amministrazione regionale.
Vale la pena, dunque, continuare a tentennare o decidere di chiamarsi fuori definitivamente dalla compagine politica regionale che agisce in sostegno del Governatore?
Atroce dilemma!
P.S.
Io un suggerimento ce l’avrei per queste anime in pena.
Ma poi mi accuserebberootutti di essere un “pasdaran” del Presidente Lombardo …….