Salvatore Cuffaro non ha diffuso notizie coperte da segreto e non le ha fatte arrivare a due persone che erano interessate ad acquisirle, il boss di Brancaccio Giuseppe Guttadauro e l’imprenditore sanitario Michele Aiello: lo ha sostenuto oggi, nell’arringa difensiva tenuta nel dibattimento di appello “Talpe alla Dda”, uno dei legali dell’ex presidente della Regione Sicilia, l’avvocato Nino Caleca. L’imputato, condannato a 5 anni in primo grado e costretto alle dimissioni dalla carica di presidente della Regione, era in aula e ha seguito l’intervento del proprio difensore: “Non c’è prova – ha detto Caleca – che Cuffaro abbia appreso le informazioni riservate e che le abbia poi trasmesse. Non c’è comunque prova che egli volesse agevolare e favorire Guttadauro e Aiello”. Il capomafia aveva una microspia nel salotto di casa, mentre il titolare di tre cliniche di Bagheria utilizzava due investigatori come informatori: entrambi lo seppero, secondo l’accusa, attraverso una “catena” passata anche da Cuffaro. Il processo riprenderà il 14 gennaio con l’arringa dell’altro legale di Cuffaro, l’avvocato Nino Mormino. Nell’udienza successiva, ancora da fissare, ci sarà la sentenza.











PRESIDENTE SIAMO TUTTI CON TE!!
certo che se l’alternativa era lombardo????????????
zitutti giovanni.. prima di scrivere certe cose vai a leggerti i verbali delle intercettazioni e poi parli, leggi di più e guarda meno televisione.
Non tutti, io sono dalla parte della giustizia
sicuramente non ascolto le intercettazioni taglioecucito su you tube o su annozero ad opera di certi personaggi..
anch’io sono dalla parte della giustizia, ma una persona si processa all’interno di un processo no in piazza, su alcuni forum o su alcunu giornali..
Infatti! Da un processo ne è uscito condannato. In piazza e nei giornali non mi risulta.