“I beni confiscati all’asta
li ricomprano i mafiosi”

giovedì 17 dicembre 2009
16:37
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“Se i beni confiscati alla mafia venissero messi all’asta, sarebbero i mafiosi stessi a ricompraseli: non ci possono essere dubbi”. Il procuratore di Torino, ed ex capo della procura di Palermo, Giancarlo Caselli ne ha parlato oggi a Bari, in occasione del seminario ‘Giustizia e politiche antimafia. Bilancio prospettive della lotta alle mafie’ organizzato da Link-Udu Bari in collaborazione con Libera. Ha partecipato anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. “Le cautele previste nell’emendamento alla Finanziaria – per Caselli – sono dei propositi, ma difficilmente potranno andare al di là delle belle intenzioni”. “Lo dice il governatore della Banca d’Italia – ha spiegato – oggi gli operatori economici in qualche modo collegati alla criminalità godono di una disponibilità economica che non ha confronti: sono ricchissimi. Hanno quindi un vantaggio enorme quando partecipano alle aste pubbliche”. Inoltre, ha sottolineato, “i mafiosi hanno infinite possibilità di avvalersi di un esercito di prestanome. E se poi qualcuno non mafioso avesse il coraggio di presentarsi a un’asta in cui si vendono beni confiscati, e che i mafiosi vogliono riprendersi, questo qualcuno sarà invitato, tra virgolette, a farsi da parte”. “In una stagione economicamente difficile – ha rilevato – è anche comprensibile l’esigenza di fare cassa. Ma fare cassa in questo modo significa appannare il fiore all’occhiello dell’antimafia e che è un modo straordinariamente significativo ed efficace di coinvolgere l’opinione pubblica nell’antimafia. Perché è la dimostrazione che l’antimafia paga in termini di riscatto, di dignità da parte di moltissimi giovani che cessano di essere sudditi della mafia”. “Un risultato importante – ha precisato – che all’estero ora cercano di imitarci”. “Se i mafiosi riescono a ricomprarsi – ha concluso – anche solo uno dei beni che gli abbiamo portato via, sarebbe la dimostrazione che sono più forti loro”. (Ansa)

 
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Commenti

  • scritto da geronimo

    ok saro piu moderato.
    SIGNOR CASELLI:
    SE UN MAFIOSO O UN PARENTE DI UN MAFIOSO,
    DOPO SCONTATA LA PENA,O DICIAMO IL FIGLIO EC..
    TROVA I SOLDI PER PARTECIPARE A
    UN ASTA PUBLICA,IO DA CITTADINO NON TROVO NIENTE DI MALE.
    O FORSE LEI VUOLE CHE IL MAFIOSO PAGHI DUE VOLTE PER LO STESSO REATO?
    HO LEI VUOLE CHE CI SIA UNA LEGGE CHE INDAGHI LA PROVENIENZA DI DENARO?
    PERCHE IO DA CITTADINO DEMOCRATICO,
    RITENGO CHI PARTECIPA A L’ASTA PUBLICA,
    BASTI CHE PUO DIMOSTRARE DA DOVE PROVENGONO I SOLDI,
    NON CI SIA NIENTE DI MALE,
    SE QUESTO E O PARENTE O CUGINO,
    O L’IMPUTATO STESSO.
    PERCHE GIA IL GOVERNO SI STA VENDENDO I TERRENI DEL MAFIOSO.
    MA CAPISCO CHE LEI DICE CHE QUALCUNO POSSA TURBARE L’ASTA PUBLICA.
    BE UN PENSIERO DI QUESTO NON LO DUBIDEREI,
    AL NORD CI SONO DEI PROFESSIONISTI IN QUESTO.
    VEDI CASO MONDADORI ECC..
    ALLORA LEI DEVE DIRE CARO CASELLI,
    DI FARE ATTENZIONE AI TRUCCHI DEL NORD.
    NO CHE UN FAMILIARE O QUALSIASI CITTADINO LIBERO,
    ESSENDO PARENTE NON PUO COMPRARE IL TERRENO.
    A ME NON MI SEMBRA TANTO DEMOCRATICO QUESTO DISCORSO.
    MA NATURALMENTE IO HO IL PENSIERO DI DEMOCRAZIA AMERICANA,
    NO DEL L’EST.
    OK SIGNOR PUGLISI ?
    CREDO CHE QUESTA VOLTA ABBIA FATTO UN DISCORSO
    SENZA OFFENDERE NESSUNO.
    STO INCOMINCIANDO A MODERARMI.
    MA LA PREGO SE INCOMINCIO A MODERARMI DI PIU MI CENSURI.
    PERCHE POI VUOL DIRE CHE SARO COME I POLITICI.
    E QUESTO PER ME E MALE.
    SALUTI.

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