Castiglione dentro o fuori?
E il Pdl attende Lombardo

Castiglione dentro o fuori?   E il Pdl attende Lombardo
martedì 15 dicembre 2009
12:21
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Il destino del Pdl in Sicilia ruota sempre più attorno alle eventuali dimissioni di Giuseppe Castiglione dalla carica di coordinatore regionale. Una rinuncia da parte del presidente della provincia di Catania potrebbe aprire lo spiraglio per un riavvio del dialogo con Raffaele Lombardo, sebbene il governatore – con il suo discorso di mercoledì scorso all’Ars – abbia tagliato i ponti con la corrente lealista, tacciata di aver causato “il massacro irreversibile” della coalizione uscita vincitrice dalle urne. Lo stesso Lombardo, tra l’altro, nelle ore successive alla nomina di Castiglione a presidente dell’Unione delle province d’Italia, ha sottolineato che il coordinatore del Pdl non ha “alcuna colpa particolare per la situazione attuale”, dichiarazione che lascia intendere come nemmeno le dimissioni farebbero cambiare idea al leader dell’Mpa, sempre più incline a formare un governo di larghe intese con l’appoggio esterno del Pd.

Il Pdl, in breve, prima di prendere qualunque decisione in merito al coordinamento regionale, vuole sondare gli umori di Lombardo, come spiega anche il presidente dell’Ars, Francesco Cascio sulla “Repubblica” di oggi. “Il Pdl nazionale – afferma – è disponibile a rivedere il coordinamento affidandone la guida a una figura super partes. Ma ciò accadrà solo se il governatore mostrerà la stessa disponibilità a riprendere un cammino insieme”. La parola d’ordine tra i ranghi del Pdl resta quindi la stessa: attendere. Attendere una nuova apertura, ad oggi improbabile, di Lombardo oppure un intervento risolutore dall’alto. Ossia da Roma. Ed è proprio per sollecitare questo intervento che sabato il capogruppo Innocenzo Leontini e gli altri deputati regionali hanno inviato una lettera a Silvio Berlusconi, chiedendogli in sostanza di risolvere la crisi interna al Pdl siciliano, la cui “versione ufficiale” rischia seriamente di rimanere fuori dalla giunta che il presidente della Regione nominerà entro fine anno. Ma adesso, con l’aggressione subita domenica dal premier, si allontana nel tempo la possibilità di una sua venuta in Sicilia per trovare una soluzione interna al partito, salvare il rapporto con Lombardo e scacciare i fantasmi di un suo definitivo allontanamento dal centrodestra.

 
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Commenti

  • scritto da andersonefareweto

    Vabbè! Se stanno ancora ad aspettare Berlusconi, possono stare freschi!
    Se non è intervenuto sino ad oggi, figuratevi se lo farà ora.
    E poi, dopo che la “frittata” è ormai fatta, a cosa dovrebbe mai servire?
    Io credo che qui i vertici romani del PDL siano stati nettamente scavalcati e messi da parte, ormai.
    La questione dev’essere affrontata e, possibilmente, risolta qui in Sicilia ….. tra siciliani ….. e per i siciliani!

  • scritto da ALCA

    Sono d’accordo. Ma è mai possibile che in Sicilia vige questo eterno spirito assistenzialista e di dipendenza da Roma? Cosa c’entra Berlusconi in giochi di pesi e misure che han creato Lombardo e la sua ex coalizione… Una cosa è certa, Lombardo oltre a questa carica non può aspirare ad altro. O meglio, può ricoprire solo ruoli di consigliere, insomma individuali, non ruoli come questo che richiedono la capacità di rappresentare interessi diffusi e mediare tra i vari egocentrismi e interessi di parte. Ancora i Siciliani si chiedono da che parte sta Lombardo?

  • scritto da ALCA

    Il PDL non deve studiare gli umori di Lombardo per determinare un coordinamento regionale. Forse il problema è stato forse anche questo, cioè il PDL esiste nelle liste elettorali, ma non esiste come partito. E’ vero! La spaccatura come in Sicilia ci sarà anche in altre regioni perchè non c’è una struttura forte in grado di gestire le varie anime. E ciò non significa essere legati ad una visione arcaica della politica, non essere capaci di aprirsi ad un partito di massa. Ma ogni associazione libera di persona ha bisogno di essere coordinata e quindi strutturata bene per rispondere alle varie esigenze. Due anni fà circa parlai di “Politica reale” e dissi che il partito doveva strutturarsi non in osservatori improduttivi ma in osservatori che dovessero analizzare le problematiche del settore e produrre proposte concrete. Il partito vicino alla realtà economica e sociale.

  • scritto da ALCA

    Dentro i partiti le varie correnti ci son sempre state, rappresentando un dibattito interno costruttivo. Ma nel momento in cui si fanno scelte di partito bisogna saper essere coesi. Lombardo ha giocato e gioca. Dopo il PDL adesso tenta con il PD a spaccare “et imperare” ma non riuscirà di certo a fare un partito di centro, magari, capace di avere il 60% dei consensi. Questo esperimento lo ha fatto a destra Berlusconi e c’è riuscito perchè è Silvio, mica Raffaele.

  • scritto da pitbull

    Nello Musumeci il prossimo presidente della regione sicilia.

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