“L’alba di una nuova resistenza”: questo il titolo del dibattito che si è tenuto ieri a Palermo, al quale sono intervenuti magistrati, politici, giornalisti, esponenti della società civile, per un’analisi di cosa è cambiato e cosa, invece, è rimasto statico e immutato nell’ultimo anno. Lunghissimo l’elenco dei relatori al dibattito, moderato dall’eurodeputato Sonia Alfano, che si sono confrontati sui temi caldi di quest’ultimo scorcio di 2009. Dalla presunta trattativa tra Stato e mafia, alla riforma della giustizia. Dal ruolo dell’informazione, all’importanza della partecipazione democratica. Proprio sul tema della partecipazione, all’ingresso dell’ex deposito delle locomotive di Sant’Erasmo ieri, nel chiacchiericcio dei fumatori intirizziti dal freddo, qualcuno commentava con rammarico la scarsa presenza di pubblico al dibattito. Qualcun altro parlava del bicchiere mezzo vuoto, mentre altri ancora lo vedevano mezzo pieno. In ogni caso tutte le sigarette sono state abbandonate quando a prendere la parola è stato Antonio Di Pietro, fondatore di Italia dei valori, che ha esordito rimarcando la responsabilità che gli elettori sono tenuti ad assumersi al momento del voto: “sono convinto – ha detto Di Pietro – che ci voglia più politica perché in una democrazia evoluta i giochi si fanno il giorno delle elezioni. I magistrati per definizione arrivano il giorno dopo dei fatti, è la politica che deve creare le condizioni per avere una classe dirigente all’altezza del Paese. Purtroppo spesso quelli che mi hanno detto “non lo faccio più” me li sono ritrovati accanto nelle istituzioni”.
E ancora, in merito ai tanti attacchi all’esecutivo guidato da Silvio Berlusconi, Di Pietro ha voluto ribadire che “sarebbe troppo bello poter dire se non ci fosse Berlusconi le cose andrebbero meglio. Qui bisogna combattere il Berlusconi che c’è in noi. E lo fai o usando le mazze, oppure usando le bandiere: per questo ho fondato il mio partito”. In merito alla bufera che in Campania ha investito il partito dipietrista, l’ex magistrato ha ammesso: “non è facile sapere prima se coloro che candidi nelle liste elettorali saranno all’altezza. Ogni regione ha il suo Cuffaro, a destra e a sinistra. Anche la prossima volta ci saranno errori, ma io non sono Mandrake. Voi che siete del territorio, ditelo! Fatelo notare oppure non votateli. La nuova resistenza si fa quando si va a votare”. Sulla politica siciliana, invece, il fondatore di Idv ha espresso un parere profondamente critico: “la ragione – ha detto – per cui in Sicilia si sta ipotizzando un accordo Pdl-Pd è una ragione che cozza con l’espressione degli elettori, che cozza con la trasparenza”. E ancora, la giustizia e lo scontro tra politica e magistrati di cui si legge quotidianamente sui giornali: “non c’è uno scontro tra politica e giustizia – ha sottolineato Di Pietro – ci sono persone che si avvalgono di strumenti politici per fuggire la giustizia. Graviano ha dimostrato soltanto di essere un mafioso, dove sta scritto che Spatuzza abbia mentito e Graviano abbia detto la verità? È ancora tutto da dimostrare. Il fatto grave è che c’è un presidente del consiglio che per sentirsi sicuro deve affidarsi a Graviano”. L’ultima considerazione del leader Idv, infine, è stata rivolta a Gianfranco Fini: “il presidente della Camera passi dalle parole ai fatti: è stato inviato in questi giorni a tutti i parlamentari l’ordine del giorno alla Camera. Sapete di cosa si parlerà in Parlamento per i prossimi tre mesi? Legittimo impedimento, processo breve, lodo Alfano bis”.
A replicare alle dichiarazioni del leader dell’Idv, però, ci pensa Giovanni Pistorio: “Viene da chiedersi quali dei tanti Antonio Di Pietro abbia fatto considerazioni deliranti: quello che da Ministro cercava di coinvolgere nel governo Prodi il presidente Raffaele Lombardo indicandolo come modello di amministratore locale, oppure quell’altro che non esita ad aggredire il Capo dello Stato pur di saziare la sua bramosia di protagonismo? Forse – aggiunge – Di Pietro farebbe meglio a riflettere prima di lasciarsi andare a taccuini e microfoni con parole dal sen fuggite, lanciando proclami gratuiti contro il presidente Lombardo di cui anch’egli conosce la serieta’ e il rigore nell’azione politica e di governo: quando non ci riesce, come gli e’ accaduto oggi, il Di Pietro politico fa rimpiangere persino quello magistrato inquirente”.
Miriam Di Peri











lui un Laureato sensa studi chissà quanto Raccomandazioni ha dovuto chiedere per raggiungere una Laurea,sempre se valida.
Mi chiedo e la vicenda Giudiziaria del Figlio ? e i soldi dati a lui All’epoca di tangentopoli ? Povera Italia in un Paese Democratico per tutte le Infamie da lui dette e tutte le istigazioni alla rivolta altro che carcere duro la gente per bene state sereni che le cose le vede e giudica pure caro Di Pietro .
Di Pietro, come tanti altri leaders politici, da quando l’eco delle vicende siciliane ha raggiunto i media nazionali, si affanna a cercare di farsi pubblicità, mediante dichiarazioni ad effetto come il riferimento ai “cannoli”. Ma in realtà non sa assolutamente nulla dei siciliani ne, tantomeno, di noi non gliene importa un fico secco, considerato anche il peso del tutto marginale che ha il suo partito nell’isola.
Sui nostri guai, da qualche settimana, tutti hanno qualcosa da dire: Bindi, Bianco, Di Pietro, Fava, Borsellino, Bersani, La Russa, Alfano, Schifani, ecc. ecc. ……….
Tutta gente che si è venuta a prendere i voti qui da noi, per le europee o le elezioni politiche nazionali, per poi andarsi a incassare lo “stipendione” a Montecitorio, Palazzo Madama oppure Bruxelles.
Di noi se ne sono allegramente infischiati sino ad oggi, dato che era quasi scontato il predominio del centrodestra in Sicilia e la situazione sembrava stabilizzata ed immutabile per sempre.
Adesso, invece, che un po’ tutti cominciano a sentir odore di crisi nel principale “feudo” dell’area Berlusconiana, si precipitano a “pontificare” sulla situazione siciliana, come se ne capissero qualcosa di ciò che sta avvenendo qui.
Ma non vi illudete!
Non appena le cose si saranno “sistemate”, in qualunque modo ciò avvenga, torneranno tutti a blaterare delle questioni che veramente li interessano, ovvero di dove andar a racimolare voti persi per strada da questo o quell’altro dei loro avversari politici, interni o esterni agli schieramenti cui fanno finta di appartenere.
E’ una storia vecchia! …… Trita e ritrita! …… Purtroppo!
“e la vicenda Giudiziaria del Figlio ?”
Non esiste vicenda giudiziara , il figlio di Di pietro non è stato indagato per nessun reato, nonostante questo per il semplice fatto di essere collegato ad uno scandalo ha lascito il partito, un omportamento ineccepibile, che nell’Italia di oggi è assolutamente minoritario, basta vedere Cuffaro, Cosentino, berlusconi…
“e i soldi dati a lui All’epoca di tangentopoli”
In tutti i processi, affrontati abbandonando la vita politica fino alla sentenza in piena collaborazione con i magistrati, Di Pietro è stato prosciolto e giudicato innocente in tutte le indagini.
E’ veramente triste che invece di criticare chi se lo meriterebbe, si gochi al “ma tanto sono tutti uguali”, quando uguali non sono affatto.
Non sono d’accorco con quanto scritto nei suddetti commenti! Innanzitutto vorrei dire che le vicende giudiziarie di Di Pietro ci sono ma ci sono anche quelle di Lombardo, perchè le sottacete? e poi il titolo dell’articolo a me pare ” Appropriato” anzi “Generoso”. ricordo a tutti che nel dissesto finanziario del comune di Catania periodo Scapagnini, Lombardo era il vice sindaco! andatevi a leggere le dichiarazioni di Enzo Bianco e cosa dice su questo argomento e se non vi piace Bianco parlate con tutta la gente che di politica non ne sapeva niente ma tutti conoscevano Lombardo…
Anderson ecc…ormai a leggerlo mi ha fatto venire l’orticaria ma lo tollero perchè in democrazia…pazienza che ci vogliamo fare…e non voglio pensare altro!
di pietro non si puo’ e non si deve permettere di parlare male ne della sicilia ne di noi siciliani tutti,vada a guardare le sue vergogne uno sbirro promosso giudice,ora politico,spero non lo faranno papa questo zoticone
Franco,
Di Pietro non ha parlato male nè della Sicilia nè dei siciliani. La sua, Franco, è una frase fatta che sgorga dal suo vittimismo profondo. L’uso del termine sbirro, poi, denota la sua estrazione culturale o almeno il livello a cui lei si assimila.
e persone, anche siciliane, per bene, usano un altro termine per definire il poliziotto.
Tanto le era dovuto.
“Attento a quel giudice che si mette in politica, userà la giustizia per abbattere il nemico”, state tranquilli non è mia, ma ha superato i due millenni di storia:è di Cicerone. uno dei vizi dell’italica gente è anche questo e Di Pietro ne è l’ultimo esemplare, e neanche il migliore. Non molti visto i consensi aspettavano questo partito da lui fondato e con la pretesa di fondarlo su i Valori. quali valori? la famiglia? la prima, la seconda o la morganatica? la onestà? quale? forse quella della fondazione a capo del suo partito che si incamera i soldi del finanziamento pubblico in barba agli alleati e poi compra immobili e li riaffitta al suo stesso partito? potremmo continuare all’infinito, ma daremmo importanza a questo personaggio. E poi visto che Casini ha fatto la proposta dell’ammucchiata contro Berlusconi, vorrò vedere Di Pietro se sarà disposto a mangiarsi i cannoli col “mafioso” Cuffaro.secondo me se li mangia, e non perchè il problema è Berlusconi da sconfiggere a tutti i costi, ma perchè come dice un altro “mafioso” di lungo corso: il potere logora chi non ce l’ha! e a Di Pietro questa cosa lo fa diventare verde dalla rabbia! per quanto mi riguarda lui può restare verde a vita! e gli italiani di buon senso faranno in modo che questo avvenga.
Quando sento nominare il nome di Di Pietro, mi sorge spontanea una domanda: come è riuscito a diventare magistrato uno che conosce la lingua italiana in quel modo lì. Una volta mi si diceva che nell’esame per magistrato, bisognava stare attenti nello scrivere correttamente in lingua italiana. Infatti, pare che un errore linguistico pesasse notevolmente sull’esame. Mi ricordo ai tempi del liceo, la storiella di uno che era stato bocciato in tronco agli esami di maturità per non conoscere la differenza tra il termine inverno e inferno, e averli usati impropriamente…. Comunque, non mi ispira grande fiducia il personaggio in questione. Non mi convince proprio!!! Chi sa se anche lui ha scheletri nell’armadio? Prima di togliere la pagliuzza che sta nell’occhio del tuo fratello, rimuovi la trave che sta nel tuo. Così disse Cristo e così dirò anch’io!!!!
non capisco il perche avete censurato il mio commento,eppure non ho offeso nessuno,si vede che in redazione a qualcuno non sono simpatico,ma di certo non potete tacere le mie opinioni.
PS FORSE QUANDO HO AUGURATO UN BUON NATALE A TUTTI E HO INCLUSO PURE QUEI POVERI CARCERATI? MA RICORDATEVI CHE GESU CRISTO DISSE DI DARE A BERE AGLI ASSETATI E VISITARE I CARCERATI IO MI SONO LIMITATO AD AUGURARGLI SOLO UN BUON NATALE.
No, lei è simpatico, ma dare del “magnaccia” a quel tale che lei sa ci è sembrato un po’ al di fuori dello spirito natalizio. Ecco.
Complimenti. Avete scelto un bellissima foto di “Catone” per l’articolo.