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Ma Carmen è il demonio...
Mercoledì 09 Dicembre 2009 08:34
di Roberto Puglisi
Franco Zeffirelli forse non si è accorto di avere omaggiato la regia di Emma Dante col più bello e autorevole complimento che si potesse inventare. Perchè Carmen, in effetti, è il demonio.
E se Emma è riuscita a incarnarla nel ruolo tanto vividamente - secondo l'autore del Gesù di Nazareth - l'applauso dovrebbe levarsi spontaneo. Carmen è demoniaca in quanto tale. Nei suoi elementi di fascinazione e di sovvertimento delle regole. E non è vero che sia una creatura apolide, dal punto di vista letterario.
Ricorda Zeffirelli le poesie di Baudelaire, tanto per citare un caso? Ricorda lo spasimo del suo cuore del suo sesso tra le delizie erotiche della mulatta Jeanne Duval ("Il vampiro") e della delicata madame De Sabatier ("Angelo della gioia, dei giochi della luce...)?
Le riproponga sul palco di un panorama gitano, ed ecco che prenderanno la forma di Carmen e Micaela. Insomma, abbiamo il sospetto che il vecchio regista abbia voluto celare l'omaggio dietro il brontolio. E poi ci fa simpatia uno che crede nel diavolo con le corna, lo zolfo e tutto il resto. In un'epoca di sciatti visionari della madonna, potremmo senz'altro accontentarci.
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La presa di posizione di Zeffirelli nei confronti di Emma Dante mi lascia esterrefatto. Che il conformismo dilagante abbia toccato, dopo la politica, anche la cultura è un dato preoccupante che dobbiamo registrare in quest'Italia al cloroformio in cui si sono smarriti il gusto per l'innovazione e anche il gusto, che secondo me per un artista è essenziale, di mettersi in discussione. Che un mostro sacro come Zeffirelli stronchi senza appello l'estro e l'originalità della Dante mi fa pensare che oggi purtroppo la cultura si è sclerotizzata e burocratizzata. Che tristezza! Faccio a Emma i miei più sinceri complimenti per il coraggio che dimostra e sono certo che otterrà da parte della gente comune la considerazione che merita.
Ho letto un'opinione abbastanza vicina a questa su Blogsicilia. Forse meno generosa nei confronti di Zeffirelli il cui duro intervento viene giudicato come un plauso alla regista palermitana. Da qualunque parte la si giri mi sembra che la prova di Emma Dante abbia lanciato segnali di innovazione anche nell'arcaico mondo del melodramma. Mi fa piacere