Il Biondo e il Gigante
salvano il Palermo

domenica 6 dicembre 2009
15:59
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Ci voleva un antidoto, un contravveleno per sfiammare la malasorte e spezzare il sortilegio che stava avvolgendo nelle sue spire il Palermo in quella che sembrava l’ennesima domenica bestiale. Giudicate voi. Rosa ardimentosi per venti minuti, come di solito gli capita in casa. Rosa spreconi e incapaci di trasformare in oro la fatica delle occasioni costruite. Miracoli in serie di Lupatelli, uno che al “Barbera”, con la casacca avversaria (ricordate Palermo-Fiorentina?) si esalta. Gran schiaffeggiatona su tiro da fuori di Nocerino. Ancora balzi e guanti su due tiri di un redivivo Budan. Cagliari rintanato, nascosto nella sua metà del campo, una brutta copia dello scintillio recente. Al 24’ la buccia di banana. E che buccia! Cossu taglia in due la difesa rosanero. Matri delizia la platea – non troppo propensa a deliziarsi – con un pallonetto oltre le dita di Sirigu. Uno a zero, immeritato, ma uno a zero. A quel punto il Palermo di Delio Rossi ha subito un evidente calo psicosomatico.

Il gol di Kjaer

Il gol di Kjaer

Un tonfo sordo. E ha perso la tramontana. Il mister ha spostato Blasi, al cambio con Nocerino, al centro, inceppando vieppiù la manovra. La spinta di Migliaccio sulla fascia si è fatta più confusa.  E qui  i sardi hanno sbagliato. Avrebbero dovuto insistere per mozzare il capo della vittima rosanero. Invece hanno continuato a giochicchiare, a ruminare calcetto sul campo grande,  e mal gliene incolse. La musica è cambiata nel secondo tempo. L’antidoto ha cominciato a prendere forma con l’ingresso di Bertolo che ha portato una brezza fresca sulla stantia fascia sinistra, al posto di un Blasi insufficiente. Poi, Igor Budan ha inventato un gol da centravanti vero. Doppio dribbling e tiro secco a due palmi dal limite. Palla sotto l’incrocio con Lupatelli vanamente proteso in un tuffo angelico quanto inutile. Lì, la fiducia ha finito per disintossicare definitivamente i ragazzi di Rossi. Angolo di Bovo, testa di Kjaer e corsa liberatoria verso la panchina a rete consumata. Delio Rossi si è comportato da simpatico indemoniato. In panchina ha corso, ha sudato, ha imprecato, ha suggerito, poco contenuto dalla riga bianca che funge da limite invalicabile. Il Cagliari non ha più trovato la forza – come si dice –per ribaltare il destino di una sconfitta alla fine ben meritata, ed è finita col difensore Canini in porta al posto di un Lupatelli acciacato e non più sostituibile. Il Biondo e il Gigante hanno salvato il Palermo. Viva il Palermo. Ma c’è ancora da lavorare per evitare sorprese e per uno straccio di continuità di gioco. Non sempre l’eroe di turno sarà così a portata di gol. R.P.

PALERMO (4-3-1-2) Sirigu; Cassani, Bovo, Kjaer, Balzaretti; Migliaccio, Nocerino, Blasi (46’ Bertolo); Simplicio; Cavani, Budan (70’ Pastore)

CAGLIARI (4-3-1-2) Lupatelli; Agostini, Astori (70’ Pisano), Lopez, Canini; Conti, Dessena, Biondini (60’ Lazzari); Cossu; Jeda (77’ Nenè), Matri

 
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