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La mania di Zamparini di cambiare allenatori come se fossero calzini ha probabilmente contagiato i palermitani. Abbiamo tutti preso la pessima abitudine di intendere il calcio in una sola maniera: quando si perde è sempre
tutta colpa del tecnico. Ed è per questo motivo che il presidente trova sempre un colpevole dopo ogni brutta figura. La colpa è di Glerean, di Del Neri, di Sonetti, di Papadolpulo, di Colantuono, di Guidolin, di Ballardini, di Zenga.
Insomma, c’è sempre qualcuno su cui scaricare una valanga di critiche. Almeno così ha fatto finora Zamparini. Dobbiamo provare a crescere, tutti, io per primo. E vorrei d’ora in poi cominciare a valutare con maggior realismo le
prestazioni e i risultati. Partiamo da una domandina semplice semplice: secondo voi quanto incide il lavoro di un tecnico sui risultati di una squadra? Secondo me incide al venti per cento, dunque relativamente poco. In campo vanno i giocatori. Sono loro a determinare i risultati. Quando vincono sono bravi, quando perdono sono scarsi. O, comunque, deboli, inferiori rispetto agli avversari. Ecco il punto. Da tre anni Zamparini ci propina squadre imbottite a
suo dire di campioni. Eppure si sono avvicendati tanti allenatori e hanno fallito tutti l’approdo all’Europa. Al calciomercato sono stati ingaggiati giovani, fatte scommesse improbabili. Insomma, è stato fatto tutto quel che non
si deve fare se davvero si vuole puntare in alto. La prima partita in campionato di Rossi è stata negativa. Poco gioco, molti nervi, zero punti. Cambiato il tecnico, la squadra non ha cambiato registro. Resta lontana anche dalla zona Uefa e gioca male. Dobbiamo riflettere. Se Bari e Catania ti fermano in casa, se Parma, Bologna e Chievo ti danno la paga in trasferta, devi farti una domanda. Ma i campioni rosanero che fanno? E per una volta lasciamo stare gli allenatori. Chiediamo a Zamparini di valutare meglio le operazioni di calciomercato e chiediamo ai giocatori di rendere di più. Finora sono campioni di delusione. E basta.








