Tony Di Patti non aveva scoperto l’acqua calda. Non lascia – che si sappia – un corpus immortale di sonetti. Non ha mai vinto neanche una guerra mondiale. Non è mai stato capocannoniere. Soltanto, in tutti quelli che l’hanno conosciuto anche per poco, ha seminato una tenerezza incrollabile, come un battito d’ali. Per questo Tony era un piccolo e grande uomo, della stirpe di coloro che ti attraversano un giorno la strada e non li dimentichi più. Era interista, ognuno ha un vizio. E alcuni di noi – per non dispiacerlo nel suo ultimo spicchio di terra – hanno agitato la bandiera nerazzurra, fingendo di condividere la sua fede. Chissà perchè una bugia innocente mi ritorna addosso come un lieve senso di colpa.
Perciò, Caro Tony, mentre cominci a camminare lungo i sentieri di un prato che non finisce mai – e chissà se ci ritroveremo in mezzo a quell’erba alta – è arrivato il momento della confessione, nero su bianco. Anzi, giallo su rosso. Sono romanista.











Tony,
un amico…
un uomo la cui parola era più di un contratto…
mi hai fatto scoprire la lirica…
riservami un posto nel palco migliore per quando ci ritroveremo… amico mio
Sono il medico che ha accompagnato Toni nell’ultima fase del suo cammino terreno. Sono il cireneo che ha aiutato questa rappresentazione di Cristo a portare la sua croce.
In lui ho riconosciuto il percorso che la mente di chi sa di essere condannato spesso compie. Il colpo della diagnosi iniziale, la risalita ispirata dalla voglia di combattere e dalla migliore conoscenza della malattia e dei curanti, l’angoscia e l’abbandono nella resa finale.
In tutti questi mesi, ho spesso usato il nostro comune tifo per il Palermo (e le nostre comuni simpatie nerazzurre) come sistema per esorcizzare la sua angoscia e rinnovare quell’empatia che spesso serve più di molti farmaci. Dopo la sconfitta con il Chievo, due giorni prima di morire, Toni mi disse “abbiamo perso”. Ma di certo non si riferiva alla nostra squadra.
Sì Toni, abbiamo perso. Ma noi abbiamo lottato con onore e dignità, fino alla fine. Alla signora Ina, alle ragazze e a te, ovunque tu sia, Buon Natale.
Grazie per tutto quello che ha fatto per Toni. Per il suo corpo e per il suo spirito. Un abbraccio affettuoso.
Eri un papà speciale… anzi sei un papà speciale ti voglio tanto bene, mi manca tutto di te,il tuo sorriso,la tua risata… la tua compagnia.
Grazie a tutti coloro che ti vogliono bene e che ci sono stati vicini.
Ti mando un grosso bacio papà
Sono Tania, una delle dottoresse che ha avuto il compito difficile di curare Tony. Ero il suo “valium”, riuscivo, non so come, a tranquillizzarlo. Quando entrava in crisi perchè la paura dell’ignoto ed il terrore che il cancro vincesse quella difficilissima battaglia che lui in prima persona, con tutte le sue forze, stava combattendo, lo assalivano mi faceva telefonare dalla moglie che poi era “costretta” a passarmelo per potere solo essere rassicurato. Oggi mi è passata sotto mano la sua cartella clinica ed è stato un altro momento in cui mi sono fermata a ripensare a lui ed alla sua forza. Toni era una persona con una grinta non comune ed una voglia di vivere che solo pochi dei miei pazienti hanno. Ciao Toni, è stato un piacere conoscerti.
Ciao Toni,siamo stati per lunghi anni cognati,amici.confidenti……..
Ci siamo aiutati,confortati,sostenuti nei momenti più difficili della nostra vita,ma abbiamo anche gioito e riso tanto allegramente sempre insieme. Toni era un uomo forte e coraggioso ma soprattutto molto dolce e generoso. Il pensiero di te ci riempie il cuore di tenerezza e già di infinita nostalgia. Ma siamo sicuri che ci rincontreremo in quel cielo che tu ti sei già meritato. Arrivederci Toni, ti abbiamo e ci hai voluto tanto bene.
Ti ricordiamo con infinito affetto ci mancherai tanto .