Agrigento, scacco ai boss
Appalti doc nel mirino

Agrigento, scacco ai boss   Appalti doc nel mirino
venerdì 27 novembre 2009
08:20
testo Aumenta testo Riduci testo

“La mafia ad Agrigento si fa impresa, ma non rinuncia mai ad essere mafia”. Si apre così, parole di Vittorio Teresi – procuratore aggiunto alla DDA di Palermo – la conferenza stampa sul blitz della notte scorsa. Gli uomini della Dia di Agrigento, diretti dal capitano Antonino Caldarella e tutti agli ordini del colonello Passaro, hanno eseguito otto ordinanze di custodia cautelare e hanno sequestrato beni per il valore di oltre cinque milioni di euro.

Il blitz della Dia la notte scorsa ad Agrigento

Il blitz della Dia la notte scorsa ad Agrigento

In manette sono finiti in prevalenza imprenditori, tutti residenti nei comuni clou della mafia marinara, Cattolica Eraclea in primis. E proprio dalla mafia che si fa impresa parte il filo conduttore, che svela i dettagli dell’inchiesta.

Una serie di opere pubbliche, gestite dalla mafia, dal territorio costiero, fino all’interno. Dall’acquedotto Favara-Burgio, fino ai lavori di costruzione di un incubatore di impresa, nell’ambito del patto territoriale Terre Sicane, passando per importanti lavori di riqualificazione urbana ad Enna. Tutto sarebbe stato sottomesso all’egida mafiosa dei Capizzi e del superlatitante Giuseppe Falsone. Non basta, all’orizzonte, come trapela dalle fonti investigative, ci sarebbe stato anche il progetto di un maxi impianto eolico, da realizzare a Cattolica Eraclea.

Due anni di indagini, volte a monitorare i movimenti delle imprese, che operano nella fitta schiera di comuni marinari, dove la mafia, si è secolarmente fatta più forte. Le rivelazioni di Sardino e del neo collaboratore Rizzuto. La collaborazione, poi, di Moncada, imprenditore leader nel settore delle energie alternative. Un lavoro di intelligence sulle imprese. Sono stati questi gli elementi che hanno sgominato l’ambiziosa “banda” marinara.

A gestire, presumibilmente, i progetti illeciti sarebbe stato Domenico Terrasi, presunto capo famiglia di Cattolica e già condannato per associazione mafiosa. Con lui in carcere sono finiti anche Andrea Ammodeo, di Cattolica Eracle, a cui è stato sequestrato anche un noto ristorante, a Sciacca. Francesco Manno, impiegato comunale, quarantaseienne anch’egli di Cattolica. Damiano Marrella, macellaio, cinquantanovenne di Montallegro. Paolo Miccichè, imprenditore trentacinquenne di Cattolica Eraclea, Domenico Terrasi, settantenne pensionato, Giuseppe Terrasi, imprenditore trentottenne di Cattolica Eraclea. Gaspare Tutino, imprenditore trentanovenne, sempre di Cattolica. Per loro il reato contestato è quello di associazione mafiosa. Per Marco Vinti, imprenditore trentasettenne di Ribera, invece l’accusa è quella di concorso esterno in associazione mafiosa.

L’organizzazione non solo avrebbe gestito il predominio sulle opere, ma avrebbe anche garantito “la messa a posto”, il pagamento del pizzo in tutta la zona. Dalle fonti investigative trapela che, al blitz, potrebbero seguire, nell’imminente ulteriori risvolti.

 
  • Archivio Cronaca [+]
  • Segnala l'articolo






    Segnalando questo articolo dichiari di aver preso visione dell'informativa ai sensi della legge n. 196/2003 sulla tutela dei dati personali. Il gestore del presente servizio, per garantire la riservatezza dei dati, si attiene rigorosamente a quanto indicato nella legge 196/2003. I dati di questo form non verranno utilizzati.


    invia l'articolo
  • stampa

Commenti

  • scritto da vittorio

    Quando si concluderanno le verifiche sulle dichiarazioni di Moncada, allora sì che si potrà arrivare ai piani alti di qualche Assessorato regionale di non difficile individuazione, dato che si tratta di impianti eolici. Qualcuno è preoccupato da tempo.
    Confidiamo negli inquirenti e speriamo quanto prima.

Lascia un commento

(non sarà pubblicata)


Tutti gli utenti possono manifestare il proprio pensiero nelle varie sezioni del giornale LiveSicilia.it.
Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere la propria opinione su fatti che possano interessare la collettività o sugli argomenti specifici da noi proposti, i contributi non dovranno in alcun caso essere in contrasto con norme di legge, con la morale corrente e con il buon gusto.

Ad esempio, i commenti e i nickname non dovranno contenere:
- espressioni volgari o scurrili
- offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale
- esaltazioni o istigazioni alla violenza o richiami a ideologie totalitarie ecc.

I contributi che risulteranno in contrasto con i principi esposti nel Disclaimer non verranno pubblicati.

Si raccomanda di rispettare la netiquette.