Vendita dei beni confiscati
La Sicilia si ribella

lunedì 23 novembre 2009
16:43
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Un movimento bipartisan dalla Sicilia si muoverà verso Roma per chiedere la cancellazione della norma approvata in Senato nella discussione della legge finanziaria che autorizza la vendita dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

Il presidente della commissione regionale Antimafia, Lillo Speziale

Il presidente della commissione regionale Antimafia, Lillo Speziale

Si muove il presidente della commissione regionale Antimafia, Lillo Speziale (Pd) e Salvino Caputo (Pdl), presidente della commissione Attività produttiva all’Ars. Domani mattina alle 11 a Roma nella sede dell’Assemblea regionale siciliana in piazza di Pietra chiederanno l’impegno di deputati e senatori siciliani di ambo gli schieramenti. “Fino a qualche anno fa – ha aggiunto Caputo – in tutti i settori delle istituzioni vi era il convincimento che i beni confiscati non dovevano essere venduti . Adesso questo ampio consenso parlamentare è fortemente pericoloso e sta destando un sentimento di ribellione generale”.

Anche il Pdl Sicilia presenterà la sua proposta in un incontro coi giornalisti nella sala della commissione bilancio di Palazzo dei Normanni. Il neo-nato gruppo all’Ars consegnerà a una delegazione di parlamentari nazionali una proposta di emendamento alla legge Finanziaria nazionale. All’incontro parteciperà il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei Ministri, Gianfranco Micciché, il capogruppo di Pdl-Sicilia all’Ars Giulia Adamo e il vicepresidente della Commissione nazionale Antimafia Fabio Granata. Oltre loro presenti tutti i componenti del gruppo PdL-Sicilia all’Assemblea regionale siciliana e i parlamentari nazionali Dore Misuraca, Pippo Scalia, Pippo Fallica, Salvatore Briguglio, Mario Ferrara, Nino Lo Presti e Giacomo Terranova.

Anche l’opposizione si muove presentando – attraverso il deputato regionale del Partito democratico e vicepresidente dell’Ars, Camillo Oddo – un ordine del giorno all’Assemblea siciliana. “Il presidente della Regione e il presidente dell’Ars intervengano presso il presidente della Repubblica e il parlamento nazionale per chiedere la cancellazione della norma-vergogna, introdotta nella finanziaria nazionale, che prevede la possibilità di vendere i beni che sono stati confiscati alla criminalità organizzata – si legge in una nota – Questa norma inserita nella finanziaria attualmente in discussione al parlamento nazionale, sarebbe uno schiaffo per la Sicilia: sia perché i beni potrebbero tornare in possesso della criminalità sia perché la Sicilia, che paga il prezzo più alto dell’oppressione mafiosa, vedrebbe dirottato altrove il ricavato dell’eventuale vendita dei beni. Mi auguro – conclude Oddo – che l’ordine del giorno sia approvato a larghissima maggioranza dall’Ars così come è avvenuto nei mesi scorsi, quando la legge regionale sulle norme antimafia è stata approvata ad unanimità”.

 
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