Pareggino al “Barbera”
Zenga sulla graticola

Pareggino al “Barbera”   Zenga sulla graticola
domenica 22 novembre 2009
17:00
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La madre di tutte le partite partorisce un rachitico pareggino che corrobora il Catania e lascia al palo un Palermo attonito, tatticamente confuso, psicologicamente alla canna del gas. D’accordo, lo zero a quattro dell’anno scorso può essere stato il peso, la zavorra, il fantasma del padre, lo scheletro nell’armadio… tutto quello che volete. Restano i fatti. E i fatti non assolvono i rosanero che hanno rotto il ghiaccio prestissimo con una capocciata di Migliaccio, che avrebbero potuto segnare ancora, per forza d’inerzia, più che per merito. Invece no. Poi,  l’umile Atzori ha cambiato le carte in tavola nella ripresa. Ed è bastato questo per corrompere e frenare la già non ricca spinta dei padroni di casa. Il risultato è logico e (forse) il Catania, se solo avesse osato, avrebbe potuto ottenere risultato pieno. Inutile girare intorno al domandone: che ne sarà di Walter Zenga? Se il derby era l’ultima spiaggia, dopo la sconfitta di Bologna, ebbene Coach Z. ha fallito la prova. Non ha saputo trovare le contromisure tattiche al sortilegio di Atzori. Occhi e orecchie puntati verso la magione zampariniana, in attesa del vaticinio.
La cronaca. Palermo moderatamente voglioso all’inizio, premiato da un colpo di testa di Migliaccio, su punizione di Miccoli, con l’ex Andujar a ramengo nella sua area piccola. Da lì, un monologo rosanero, soprattutto per la pochezza dei dirimpettai. In rapida successione: tiro di Pastore di poco a lato, fendente di Miccoli miracolosamente deviato da Andujar sulla traversa, palla di Cavani sull’esterno, ed altri tre o quattro quasi-gol.
Su Pastore occorre essere chiari. Sarà sicuramente un talento. Tuttavia, adesso è una zavorra, magari non per demeriti suoi. Non si possono cominciare le partite con la partenza ad handicap, specialmente i derby.
Secondo tempo. Atzori gioca la carta Martinez in attacco. Coach Z. resta con la difesa a tre e non se ne dà peso. Il Catania aumenta il proprio volume di gioco. Il Catania attacca. Il Catania passa che non sono nemmeno trascorsi dieci minuti del secondo tempo. Tiro di Morimoto  parato bene da Sirigu. Martinez ribatte. Uno a uno. Ed è in quel momento che Coach Z.ripristina la difesa a quattro e che decide di tirare Pastore via dalla mischia. Forse è tardi. Ti aspetti la reazione garibaldina del Palermo, lo scatto nervoso che in tante occasioni ha premiato i ragazzi di Walter, nonostante una tattica spesso non eccelsa. Niente. Il Catania ci prova. Mascara tenta per due volte lo stesso prodigio che gli riuscì l’anno scorso. Alla seconda, Sirigu lo manda a quel paese. Gli etnei passano di nuovo, con un gol di confusione. L’arbitro annulla. Ai moviolisti l’ardua sentenza. Santa Rosalia… Minuti su minuti e non succede nulla. Uno a uno, fischi sul “Barbera”. La disfatta dell’anno scorso non fu vendicata. La madre di tutte le partite ha partorito un pareggino per uno a uno. E fa male il sospetto che sia andata perfino bene.

PALERMO (3-4-1-2) Sirigu; Kjaer, Bovo, Migliaccio; Cassani, Simplicio, Bresciano (85’ Budan), Balzaretti; Pastore (60’ Hernandez); Cavani, (80’ Liverani) Miccoli

CATANIA (3-5-2) Andujar; Silvestre, Terlizzi (46’ Captano), Spolli; Alvarez, Bigianti, Carboni (70’ Bellusci), Izco, Llama (46’ Martinez); Mascara, Morimoto

 
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Commenti

  • scritto da il dio castigatore

    e quindi ora VEDREMO come sarà visto il derbi dal trittico di tifosi
    (interista il direttore, romanista l’autore del pezzo or ora letto, milanista il compilatore di pagelle).
    Ah, ma è il Palermo che gioca?

  • scritto da ernesto s.

    Radiografia perfetta del momento attuale.
    Aggiungo: pur essendo un tifoso rosanero ma con una larga parte spostata verso l’apprezzamento del calcio vero, prescindendo dalle maglie o dalle etnie, sarei curioso di ipotizzare un successo, possibile -il Catania di Atzori gioca meglio di quanto pensano alcuni carciofili- dei cugini per vedere l’ennesimo voltafaccia dei soliti faccioli che non perderebbero l’occasione per dare addosso all’UomoRagno.

  • scritto da ignazio

    Uomini di poca fede, Zenga e’ il miglior allenatore al mondo preparare un derby! Eppoi oggi c’e’ Balzaretti…

  • scritto da ernesto s.

    Il calcio, purtroppo, non è una fede, è una scienza che necessita di buoni giocatori e delle idee di gioco praticabili da parte dell’allenatore.
    Sicuramente l’organico non è da Champions, ma neanche da parte destra della classifica e se, dopo questo pareggio, ci ritroviamo lì un motivo valido ci sarà.
    Forse la mancanza del gioco, che non si trova sugli scaffali del megacentro, ma che scaturisce da quel mix dal quale il buon allenatore non può estraniarsi.
    Questo Catania, che lotterà sino alla fine per la salvezza, raggiungibile, nel secondo tempo ci ha surclassato, tenendo anche conti delle differenze tecniche date dalle figurine Panini.
    I fischi finali del Barbera, intonati questa volta dalla maggioranza dei paganti che, in una società civile costituisce pur sempre la democrazia, sottolinea la differenza sino a qualche domenica scorsa quando soltanto una minoranza, che non deve ancora aver digerito le 4pappine dell’anno scorso, osava fischiare per partito preso Zenga.
    Da stasera non più per partito preso ma per convinzione, visto quel che ci ha donato il campo di gioco.
    Buona riflessione, calcistica, a tutti.

  • scritto da il dio castigatore

    beh, ma in fondo l’INTER del direttore ha vinto, la roma dell’articolista pure e financo il Milan del pagellatore, in fondo chi scrive del palermo no ha avuto una domenica storta

  • scritto da ignazio

    Grave errore di Zenga a non avere risposto ai cambi di Atzori. Grave recidiva dopo Bologna. Troppa fiducia a Cavano e Miccoli e poca a Pastore. Stia attento perché se ne dovra’ dedurre un disagio ambientale del pur bravissimo Zenga. Okkio

  • scritto da Rosa

    Zenga, sono stata sempre dalla tua parte perchè ritengo che occorre un pò di tempo per ottenere risultati, ma il Palermo non ha gioco! Ci esaltiamo con le grandi squadre, ricominciamo a sognare e poi? Ogni partita è un calciare avanti la palla sperando solo nelle punizioni di Miccoli, che alla fine miracoli non può fare!! Svegliamoci, è rientrato Balzaretti e Cassani è un nazionale!! Forza ragazzi, il campionato è ancora lungo ma….. dobbiamo giocare!!

  • scritto da Dario

    Zamparini la smetta di fare il grossista con il Palermo e comincia realmente a progettare una squadra guardando al futuro.
    Finche continua a fare compra e rivendi, sarà sempre così…

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