Bonjour monnesse…

venerdì 13 novembre 2009
09:01
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(aggiornato alle 10,24 di oggi) Sono dieci i comuni della provincia di Palermo dove le scuole, di ogni ordine e grado, sono rimaste chiuse per decisione dei sindaci, preoccupati dalle carenti condizioni igienico-sanitarie derivanti della mancata raccolta dei rifiuti.  Le scuole sono rimaste chiuse a Bagheria, Misilmeri, Villabate, Ficarazzi, Santa Flavia, Casteldaccia, Altavilla Milicia, Baucina, Ventimiglia e Lercara Friddi.

Se le condizioni dovessero perdurare, non è escluso che da lunedì l’ordinanza possa riguardare anche gli uffici pubblici. L’emergenza si è venuta a creare dopo la decisione dei gestori della discarica di Bellolampo di non consentire l’accesso e il conferimento dei rifiuti agli Enti morosi.

E per oggi è in programma un’assemblea straordinaria urgente di tutti i sindaci, gli assessori comunali, i presidenti dei consigli comunali e provinciali e gli amministratori degli Ato Rifiuti.

“È una mobilitazione di tutti gli amministratori – sottolinea il presidente della Provincia Giovanni Avanti – che vogliono rappresentare al Governo Regionale la grande difficoltà nella quale si trovano a causa di questa emergenza rifiuti e anche l’esasperazione dei cittadini che loro rappresentano. La Provincia, attraverso la conferenza permanente dei sindaci, ha voluto prendere una posizione netta e forte perchè l’emergenza è talmente grave che non consente altre sterili discussioni o, peggio, ulteriori dilazioni nell’affrontarla concretamente e in via definitiva”.

 
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Commenti

  • scritto da anna

    x tutti questi problemi ,andate in chiesa, e raccomandatevi,ai vescovi e preti.loro sanno cosa fare,a quale SANTO raccomandare tutta la SICILIA.

  • scritto da Nik

    Manca la volontà di TUTTI i nostri politici a risolvere il problema.
    In Sicilia siamo, addirittura, tra gli ultimi per la raccolta differenziata.
    Mi permetta di consigliare che:
    “si dovrebbero avere informazioni molto, ma molto più dettagliate per cosa fare e come la raccolta differenziata, in modo che la gente abbia le idee ben chiare;
    si dovrebbero “consigliare” i Comuni, iniziando dai piccoli centri, ad acquistare il riciclabile dalla gente, detraendo le relative somme dalla tassa dei rifiuti;
    si dovrebbe informare la gente che per i rifiuti ingombranti (materassi, televisori, tavoli, etc.) basta una telefonata (gratis) al numero verde dell’Amia per risolvere il problema e non creare disaggi;
    si dovrebbero applicare delle multe salatissime a chi non rispetta gli orari per buttare i rifiuti ed a chi deposita dove capita i rifiuti ingombranti”.
    Secondo il mio modesto avviso i rifiuti nei cassonetti diminuirebbero del 50-60%, e sarebbe, intanto, un grosso, grosso risultato.
    Nik

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