Gaetano Armao risponde. Dopo le bordate arrivate in questi giorni da Pd, Udc e dal coordinatore regionale del Pdl (quello non confluito nel “Pdl Sicilia”) Giuseppe Castiglione, e dopo la lunga serie di articoli che Repubblica Palermo ha dedicato al suo presunto conflitto di interessi, l’ultimo dei quali ha raccontato le cause in cui l’avvocato amministrativista oggi assessore si è trovato contrapposto alla Regione, Armao passa al contrattacco. Lo fa con un comunicato che arriva in serata e che principia definendo “false” le notizie pubblicate oggi da Repubblica.
Armao, che definisce quello del quotidiano di Mauro “un attacco personale d’inusitata violenza”, spiega: “I ricorsi cui si fa riferimento sono stati oggetto di espresse rinunce ai mandati e comunque da quando sono assessore non ho svolto alcuna attività processuale di fronte alle Corti siciliane, ne extragiudiziale in vicende delle quali è coinvolta la Regione”.
L’assessore usa parole durissime: “Resta un’azione di vile aggressione personale fondata su argomenti pretestuosi e distorti di cui occorre presto, accertare gli ispiratori e le convenienze”. Insomma, Armao si domanda a chi giovi la campagna di stampa che lo riguarda, senza però puntare il dito in una precisa direzione. “Non mi faccio intimidire da attacchi obliqui – conclude la nota dell’assessore -. Si affrontino, invece nel merito gli interventi governativi nel settore dei rifiuti e si identifichi con chiarezza, l’interesse dei siciliani che è stato tutelato”.











Bene. E’ giusto che in un regime democratico sia data a tutti la possibilità di difendersi. Mi sembra, però, che Armao, più che rispondere alle precise accuse di conflitto di interessi che gli vengono mosse da più parti, la butti, come al solito, sul complotto e su “gli ispiratori e le convenienze”. Vada piuttosto in aula mercoledì prossimo a chiarire i suoi rapporti professionali che sarebbero in contrasto con la sua funzione di assessore regionale, compreso quello intercorso con la signora Margherita Stabbiuni, socia nel business rigassificatore “Valle dei Templi”: il rapporto professionale, quello privato non ci interessa.
bella arringa…Oh come sono commossa….A CASA!!!!!!
Interesse dei siciliani tutelato. Ma quando mai…Avv. Armao? I siciliani semmai stanno strapagando un servizio che potrebbe costare molto, molto meno…e che invece costa tantissimo. Non dica che la colpa non è dei politici….perchè direbbe lei una cosa falsa. Il fatto è che il problema dei rifiuti non viene affatto impostato dal punto di vista dei cittadini, bensì di coloro che devono fare il business. Gli ATO sono il peggior carrozzone mai messo in piedi dalla seconda repubblica. Ci sarebbe da contestare tantissime cose a proposito…. Oggi la gente paga caro un servizio che non certo viene reso nel migliore dei modi. La differenziata, viene svolta in maniera grossolana e senza creare nelle persone una consapevolezza della collaborazione richiesta a tutti. In un comune, addirittura, qualche paio di anni fà, un allora assessore di professione insegnante di scuola elementare fece distribuire uno stampato stile ” scuole elementari” ossia impostato nella veste grafica e nel contenuto, come un libro per le scuole elementari. Ci vuole ben altro per convincere la gente a rispettare la raccolta differenziata…. Se io faccio la raccolta differenziata ed un altro non la fà, paghiamo la stessa cifra. Questo è il nocciolo della questione. Cari politici, una volta tanto, mentre fate i vostri interessi, pensate un pochino anche a noi poveri uomini ” così-così ” che vi permettiamo di farveli….
E’ di questa mattina la notizia che il PDL, o meglio quella parte che chiamano dei “lealisti”, ha preso posizione ufficiale contro Armao. A questo punto al “bravo” assessore alla presidenza, dato che l’assemblea regionale per tre quarti vuole le sue dimissioni, non resta altro da fare che prenderne atto e andarsene a casa, magari risparmiandosi la figuraccia di mercoledi prossimo all’Ars dove è atteso per la votazione della mozione di sfiducia contro di lui. Certo, stavolta non ci sarà da brindare con champagne “Veuve Cliquot”, ma magari per consolarsi potrà fare una gita ad Agrigento e ammirare per un’ultima volta la storica Valle dei Templi,prima che ci costruiscano sotto quel “capolavoro di architettura” che sarà il rigassificatore da 8 miliardi di mc. costruito dalla lobby dell’energia dov’è socia la regina dell’acciaio, signora Margherita Stabbiuni.
fonti attendibili mi hanno riferito che l’avv. Armao ha trasferito le sue consulenze ad una giovane avvocatessa del suo studio che sembrebbe essere la convivente di un noto senatore siciliano che tra l’altro è sposato.
Mi hanno fatto il nome ed ho capito allora come andavano alcuni incastri sulla vicenda dell’accordo ENEL.
Ne sapete anche voi qualcosa?
Deve dimettersi fosse solo perché rappresenta in quel ruolo gli interessi dei siciliani, quindi non di parte. Si dimentica da più parti che fare il politico non significa curare gli interessi di pochi, quando i propri, ma avere a cuore le sorti di numero vasto di individui, i quali danno a questi il mandato, proprio, di rappresentarli. E’ vero sì che ormai è paleo-politica e utopia considerare il politico “ufficiante dei voleri dei cittadini (TUTTI)” ma esso(il politico) se vuole degnarsi di tale appellativo è obbligato a considerarsi un impiegato e non un inamovibile funzionario.
Un importante capitolo da chiarire, al di là di delle questioni private e sentimentali, è il rapporto che esiste tra Armao e il senatore Pistorio, eminemza grigia, per conto del presidente Lombardo, di tutte le questioni che riguardano la sanità siciliana. Tra i due c’è un legame forte, sostanziale. E non è certo un caso che Armao sia stato designato come assessore da Dore Misuraca che, col catanese Guglielmo Scammacca della Bruca, si è offerto a Lombardo come rappresentante del partito delle cliniche private.
Secondo “Repubblica” di oggi la signora Margherita Stabiuni, regina dell’acciaio e socia nel business rigassificatore Valle dei Templi, “dal via libera della Regione ricaverebbe una considerevole rivalutazione del prezzo della cessione delle azioni: cira 23 milioni di euro”. Siamo certi che l’assessore-avvocato Armao, che secondo “L’Espresso” durante la settimana che precedette l’accordo con Enel fece coppia fissa con la Stabiuni, a conclusione dell’affaire si sia accontentato solo di una coppa di champagne anche se d’annata?