Università, esami e favori:
“Quell’invito all’aperitivo…”

giovedì 5 novembre 2009
17:15
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Dopo lo strano caso del professore Rossito, docente dell’università di Catania che si è verosimilmente reso noto non certo per la sua cultura, ma per la messa in onda di un filmato della trasmissione le Iene e per le sue proposte di voti elevati in cambio di sesso, siamo andati a chiedere ad alcune studentesse dell’università di Palermo cosa ne pensassero di tutta la faccenda.
Tutte le intervistate (che hanno concesso solo il nome, ma di cui non diciamo il cognome per la privacy) hanno sottolineato come sia decisamente diffusa la mancanza di valori sempre più presente nel mondo dei giovani che, talvolta cedono, senza alzare la voce, a ricatti pur di raggiungere il proprio scopo e accelerare il cammino che porta alla laurea.
Interviste, in qualche caso, registrate che gettano un’ombra diffusa.  Come ha sottolineato Valentina, laureanda in Lettere:  “E’ più semplice scegliere una strada più facile e veloce per arrivare al proprio scopo, specialmente per una persona debole e la debolezza purtroppo è un problema che colpisce spesso i ragazzi di oggi”.
C’è molta indignazione per il comportamento del professore beccato dalle telecamere, un atteggiamento considerato vergognoso, ma che non stupisce più di tanto, perchè come ha sottolineato Laura, studentessa di Lettere:  “Non penso sia il primo caso e, non penso sarà l’ultimo, questo è solo venuto fuori”. Silvia invece aggiunge: ” La situazione è indecorosa per l’istituzione formativa dell’università ma anche per i giovani che spesso sono vittime di queste spiacevoli situazioni”.
Poca voglia di parlare della situazione dell’ateneo palermitano, molta sfiducia e tanti silenzi. Le ragazze, spesso, fingono di non sapere o non vogliono rispondere, nascondono qualcosa dietro parole di poco conto. Ester, anche lei studentessa di Lettere però ammette di aver ricevuto proposte da alcuni docenti di cui non vuole fare nomi, inviti come pretesto per vederla fuori dall’orario delle lezioni e aggiunge: ” E’ triste che a fare queste cose siano personaggi dell’alta cultura”. Così come Giulia, studentessa di Architettura che dopo un po’ di titubanza si lascia andare e decide di raccontare la sua storia: quel voto in meno, quell’inconsueto ventinove preso all’esame, dopo essere stata rimproverata – ebbene, sì – per avere coperto la scollatura e soprattutto – dice lei -  dopo aver rifiutato un invito per un aperitivo. E Giulia sottolinea come questo stesso professore, di cui non vuole fare il nome, non sia nuovo a comportamenti di questo genere. Definisce alcuni professori dei guardoni, persone che per una minigonna o una scollatura possono anche aumentare il voto di un esame.
Insomma, il  professore Rossito – se è stato davvero lui, come pare – non sarebbe l’unico docente a proporre favori in cambio di sesso, anche a Palermo le voci di corridoio raccontano di professori un po’ “marpioni”, ma la paura e forse anche un po’ di sentimento di omertà permettono che tutto resti nascosto. Come hanno detto le intervistate solo le Iene o i media possono fare emergere queste spiacevoli situazioni. E poi come abbiamo sentito le vittime sono sempre ragazze che per paura o debolezza cedono a pressioni. Ad un minimo segno di ribellione c’è il rischio di vedere i libretti riempirsi di voti immeritati o la concreta possibilità di  aspettare mesi e mesi prima di riuscire a passare alcune materie – diciamo così – “ostiche”.

(La foto è un fotogramma dell’immagine del video delle Iene)

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Commenti

  • scritto da Cara

    non voglio difendere i professori che chiedono favori sessuali.. ma le ragazze non sono poi tutte così sante.. a volte sn proprio loro che prendono iniziative con i professori e gli assistenti, sopratutto se giovani e carini scoprendo gambe e cn provocanti scollature.. e poi quei voti in più a causa delle telefonatine che i paparini delle “povere innocenti” studentesse e dei “poveri” studenti fanno all’amico professore per ricordargli dell’esame del figlio no? nn se ne parla?le raccomandazioni esistono e sono dilaganti.. ma adesso va di “moda” lo scandalo sui favori sessuali…

  • scritto da Roberto Puglisi

    Guardi che i professori potrebbero frenare il malcostume. Hanno il potere per farlo.

  • scritto da S:Pellico

    Chi ha frequentato le università sa che quello che sta suscitando tanto clamore è il segreto dei segreti di pulcinella. Certo, concordo che se le avance non venissero corrisposte i professori desisterebbero, ma questo non li esula dalle loro responsabilità, anzi li pone doppiamente responsabili poiché oltre a chiedere per libido chiedono a chi è vulnerabile perché in una posizione inferiore. Ergo, non si è così lontani dalla riduzione in schiavitù.

  • scritto da indignata speciale

    ho ripetuto un esame per 11 volte per non aver dato il mio numero al prof…depressa (e senza prove tipo filmato)…non potevo andare avanti causa materia propedeutica…decisi di cambiare cattedra..ho tagliato i capelli, li ho tinti…non è servito a nulla…solo una distrazione mi ha aiutata ad avere dal “suino” la tanto agognata firma pe ril cambio di cattedra…esame successivo con altro prof degno di tale nome?? 30!!! Esistono i prof affetti da febbre “suina” altri, la maggioranza, degni di tale nome!!!

  • scritto da onni.gg

    che stupide le ragazze che dicono che non possono farci nulla. perchè non denunciano il fatto?? anche dopo aver sostenuto l’esame (così da non poter avere “problemi”). anche alle ragazze conviene far vedere le tette per un voto in più, le fanno vedere a tutti……

  • scritto da Antonio

    Io trovo vergognoso di quello che fanno i Proffesori, pero mi domando gli studenti che sono faciloni a scendere in piazza addiritura a difendere i prof
    perche non scendano in piazza e di denunciare queste porcherie.Viene da pensare che conviene pure a loro per arrivare a una laurea piu facile.

  • scritto da carmelo

    Finchè esisteranno il valore legale della laurea e il suo collegamento diretto con l’accesso alla parte più qualificata e retribuita del mondo del lavoro continueranno gli episodi di malcostume e i favoritismi scandalosi.

    Finchè il personale docente dell’Università non sarà sottoposto a rigidi e puntuali controlli sui metodi e sulla qualità della didattica, e sui criteri di attribuzione dei voti in sede di esame, continueranno le angherie e i soprusi a danno degli studenti, almeno di quelli seri e preparati e di quelli che non sono disposti a compromettere la propria dignità ed onorabilità.

    Il vero problema dell’Università è che i ragazzi, proprio perchè coscienti del fatto che il “pezzo di carta” è indispensabile per potere sperare di accedere al mondo del lavoro, ma non garantisce più alcuna certezza, sono ben consapevoli che per arrivare il più presto possibile alla laurea non è importante studiare, bensì “conoscere” o “ingraziarsi” il professore in vari modi più o meno legali, dal mostrare un bel paio di gambe alla classica telefonata di papà, o peggio.

    Di fronte a questa scomoda realtà gli unici veri rimedi consistono nell’abolire il valore legale di tutte le lauree e il collegamento tra il possesso del titolo di studio e l’ingresso del mondo del lavoro, organizzando selezioni e concorsi per soli esami e non per titoli ed esami, e cercando di diminuire il più possibile l’enorme margine di discrezionalità di cui godono i professori universitari nell’attribuire i voti degli esami, della congruità e della legittimità dei quali non rendono conto a nessuno, e per i quali il ministro Brunetta non ha ancora avvertito l’urgenza di occuparsi (forse perchè anche lui appartiene alla casta universitaria!) nella sua “campagna” per modernizzare il Pubblico Impiego, settore di cui fanno parte i docenti universitari.

    A chi obietta che non è giusto fare partecipare a procedure concorsuali anche persone non laureate si può facilmente controbattere che un laureato non ha, o non dovrebbe avere, nulla da temere dalla “concorrenza” dei diplomati, proprio perchè in sede d’esame imporrà la qualità e la quantità superiore delle sue conoscenze, sempre che abbia studiato con serietà e che la laurea non sia il risultato di “favori” vari.

    Questa sarebbe la vera riforma dell’Università, altro che “privatizzazioni” e aumenti spropositati di tasse che finiscono per escludere dagli studi i ragazzi socialmente più svantaggiati!

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