Mafioso e factotum del politico

Autista e cassiere del boss di Alcamo Nicolò Melodia e factotum del senatore del Pd Nino Papania, ex assessore regionale al Lavoro nella giunta di centrosinistra guidata tra il ‘98 e il 2000 da Angelo Capodicasa: era il doppio ruolo di Filippo Di Maria, uno dei 10 arrestati nell’operazione antimafia “Dioscuri” condotta dagli agenti della Mobile di Trapani e coordinata dalla Dda di Palermo. Dalle indagini è emerso che Di Maria, 46 anni, tra un summit di mafia e l’altro curava il giardino della villa e si occupava dell’auto del parlamentare di cui frequentava anche la segreteria politica. Le intercettazioni hanno svelato inoltre il compito di procacciatore di voti dell’indagato che, in occasione delle primarie dell’Unione del 2005 per la candidatura alla presidenza della Regione, avrebbe procurato voti a Ferdinando Latteri, il candidato della Margherita, stesso partito a cui apparteneva Papania. Le primarie furono poi vinte dalla sfidante Rita Borsellino. Ma l’impegno di Di Maria non si sarebbe limitato alle Primarie. L’autista del boss si sarebbe speso nella battaglia contro il raggiungimento del quorum al referendum elettorale del 2005. ”Lui mi ha detto, muovetevi, perchè siamo in mezzo a una strada”, diceva Di Maria agli amici non sapendo di essere intercettato e riferendosi, secondo gli inquirenti, a Papania. Inoltre, nell’ambito dell’operazione antimafia ”Dioscuri” della Dda di Palermo, che ha portato all’esecuzione di dieci ordinanze di custodia cautelare ad Alcamo, un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa è stato notificato al consigliere provinciale di Trapani, Piero Pellerito (ex Udc ed ex Mpa). Pellerito, già indagato per favoreggiamento in un’altra indagine antimafia, è accusato di aver preso parte a riunioni della famiglia mafiosa di Alcamo, organizzate dall’anziano boss Cola Melodia, padre del capomandamento Antonino Melodia.

 
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