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Una sedia a rotelle per i giudici
Mercoledì 28 Ottobre 2009 10:44
di Roberto Puglisi
Signori Giudici della Cassazione, pur augurandoVi ogni bene in salute e portafoglio, pensiamo che sarebbe utile regalarVi una sedia a rotelle per Natale. Magari rossa. Così sarete liberi di girare in carrozzina, per le strade della nostra amatissima Palermo, e potrete rendervi conto della siderale distanza che separa i mortali destinatari delle sentenze da coloro che le sentenze le emettono nel loro mondo iperuranio di codici e logica. Signori Giudici, anche a Palermo - come saprete - ci sono i disabili e ci sono i parcheggi per disabili. Se avrete la bontà di iniziare questa sorta di Handicap Tour, noterete subito che per i primi è praticamente impossibile utilizzare i secondi. Niente di strano: è l'estrema propaggine, è l'acuto di una logica che prevede l'umiliazione della persona disabile a tutti i livelli. Umiliata da coloro che parcheggiano e non capiscono. Umiliata dalla pelosa demagogia dei politici. Umiliata dalla compassione che sostituisce il diritto. Umiliata dalle sentenze. Già, perché il posto occupato o la negazione della zona blu, nonostante evidenti motivi di opportunità, non sono fastidi: questi con gli altri. Sono chiodi nella carne e nella croce. Sono sottolineature di una condizione disumana. Sono muri e siepi di concertina innalzati tra la persona disabile e il mondo.
E dunque fatelo questo giro, Signori Giudici, immedesimatevi per una volta. Tanto alla fine del tour in carrozzina, potrete sempre alzarvi in piedi. Voi.
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Un grazie di cuore personale e da tutti quelli che, haimè non possono risponderVi e di cui mi sono fatto portavoce. Grazie alla Redazione di Livesicilia e grazie personalmente a Roberto Puglisi per la publicazione del primo articolo e alla perseverazione profusa alla divulgazione di queste vicende. Bene! continuate sempre così, continuate a stare vicino alla gente. Geneticamente allergici alle dispute precostituite. Innamorati dell’elevazione e della crescita armoniosa del cittadino amministrato, specie del "senza voce". Annettiamo alla libertà di espressione e al diritto ad essere oggettivamente informati. Francesco Guadalupi
Probabilmente i signori giudici, nn hanno parenti che stanno sulla carrozzina !!chi ha in casa un disabile sa cosa vuol dire.mi fa piacere che il signor Puglisi ne parli .saluti