Due parole sul nostro sondaggio

martedì 27 ottobre 2009
18:17
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Tanto per chiarirci. I sondaggi di livesicilia non hanno il crisma dell’incoronazione. Il fatto che qualcuno possa votare anche cinquemila volte in un nano-secondo ci interessa relativamente (ma recitiamo una prece per le sue falangi martoriate). I clic dimostrano comunque un’espressione di consenso e la capacità  di organizzarlo. Tutto vero, tutto eccessivo, tutto artefatto? Ci accusate di scarsa precisione? Di omesso controllo sui voti? Nessuno qui manipola niente. Diciamo che corriamo il rischio che si corre in ogni libera elezione siciliana e dunque siamo fedeli all’attualità. Ed è lì che vorremmo vedere cittadini indignati o capaci di votare con un minimo di maggiore accortezza. Francamente lascia basiti tanto accanimento per un sondaggio virtuale, al cospetto di ben altre nefandezze che accadono (vedi la sentenza sui brogli di Palermo) nella vita vera, con urne vere e libertà veramente defraudate.

 
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Commenti

  • scritto da Ortis81

    Ma se i politici prendono sul serio un sondaggio su un quotidiano online non è una cosa che sa dell’assurdo? Invece di preoccuparsi delle cose serie. LiveSicilia ha avuto il merito di dimostrare che la politica siciliana è una gara, non il perseguimento del bene comune.

  • scritto da Uccidete la democrazia!

    CHI VUOLE VERAMENTE APPROFONDIRE IL TEMA BROGLI E MANIPOLAZIONI INVECE DI POLEMIZZARE E ACCANIRSI SULL’INNOCUO SONDAGGIO DI LIVESICILIA LEGGA SOTTO:
    Uccidete la democrazia! Memorandum sulle elezioni di aprile è un film dei giornalisti italiani Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani, uscito in DVD venerdì 24 novembre 2006 con il settimanale Diario insieme al libro Il broglio, che ne ha ispirato i contenuti.

    Il film affronta il tema di presunti brogli che sarebbero stati effettuati nella notte del 10 aprile 2006 durante le elezioni politiche italiane e che avrebbero avvantaggiato la coalizione di centro-destra, la Casa delle Libertà.

    I dati trasmessi elettronicamente con il software per lo svolgimento dello scrutinio elettronico nelle regioni di Liguria, Puglia, Lazio e Sardegna, sarebbero stati manipolati, con l’ausilio di un programma informatico, durante il loro trasferimento dalle varie prefetture al Viminale, con il tentativo di trasformare le schede bianche in voti per Forza Italia. La tesi sostenuta nel documentario si basa su alcune considerazioni:

    la difficoltà di trasmissione e divulgazione da parte del Viminale nella giornata dello spoglio delle schede. Tale difficoltà si è protratta fino a notte fonda, circa le 2.45 del mattino seguente, ora in cui fu fornito il dato certo della vittoria dell’Unione;
    A mano a mano che arrivavano i dati dai seggi elettorali, il grande vantaggio iniziale dell’Unione andava via via assottigliandosi fino a confermarsi una differenza di soli 25.115 voti, con un andamento per il quale parrebbe che ad ogni rilevamento la forbice si chiudesse di 0,5%, lentamente ma con costanza;
    le regioni in cui si realizzarono le condizioni di maggior equilibrio erano dotate del sistema informatico di trasmissione dei dati;
    il numero di schede bianche risulta assai inferiore (1,1%) rispetto alle precedenti elezioni politiche (5,6%)[1];
    il margine di errore eccessivo sugli exit-poll di tre istituti demoscopici che hanno effettuato i rilevamenti e che normalmente non supera il 2%;
    il fatto che il Ministro dell’Interno Pisanu avvicendò 14 Prefetti prima delle elezioni (Lucca, Brescia, Macerata, Vercelli, Massa Carrara, Rimini, Bari, Belluno, Alessandria, Caltanissetta, Siracusa, Verbania, Caserta, quest’ultima al centro di uno dei maggiori ritardi nella comunicazione dei dati di spoglio delle schede elettorali)
    il disinteresse diffuso nella classe politica all’uscita del libro Il Broglio in cui si collegano tutti i dati sopracitati.
    Il personaggio metaforico “Gola Profonda”, voce anonima e protettore di tutte le inchieste, intervistata da un altro simbolo, la giornalista giovane, idealista ed entusiasta, interpretano la confidenza che dovrebbe esistere, testimonianza fittizia di una notte in cui gli autori si pongono alcune domande.

    Il film prosegue mostrando scene dell’ultima campagna elettorale e, in particolare, del comizio finale della Casa delle Libertà a Napoli, soffermandosi su Silvio Berlusconi e alcuni esponenti di Fiamma Tricolore tra lo sventolio di bandiere della Repubblica Sociale Italiana.

    La narrazione si sposta agli inizi della storia repubblicana, a Portella della Ginestra, luogo dove, durante i festeggiamenti per la vittoria del “Blocco del Popolo”, costituito da socialisti e comunisti, il 1º maggio 1947, i manifestanti furono coinvolti nella strage che fu attribuita al bandito Salvatore Giuliano. Alla vigilia delle elezioni il giornalista statunitense Michael Stern, che incontrò proprio Salvatore Giuliano prima della strage di Portella della Ginestra, premia Silvio Berlusconi come “Alfiere dell’anticomunismo” e Deaglio lo intervista, parlando di Berlusconi, della situazione italiana e dei fatti di Portella della Ginestra.

    Il film torna sul tema centrale, quello delle elezioni, descrivendo il percorso che compiono le schede bianche, generalmente 1.500.000 ad elezione, dal momento in cui vengono messe nelle urne dagli elettori che decidono di non porre alcun segno sulla scheda stessa, fino ai magazzini del Ministero degli Interni dove finiscono dopo le elezioni. Nel caso delle ultime elezioni il Ministero non ha mai comunicato i dati nel libro che solitamente pubblica dopo lo svolgimento delle stesse. Chi sostiene che l’elevato crollo del numero delle schede bianche (-1.246.551 in meno rispetto al 2001) fosse imputabile all’elevato numero di votanti rimane deluso dal fatto che nel 2006 hanno votato 765.302 elettori in meno rispetto al 2001(-1,9%). Un altro dato fornito riguarda il fatto che la percentuale di schede bianche risulta “livellato” a livello regionale, ovvero le percentuali, storicamente nettamente diversificate tra provincia e provincia, risultano differire tra loro di pochi decimi percentuali. Il dato più sorprendente sembrerebbe essere quello relativo al fatto che il “livellamento” non sia tale solo su scala regionale, ma su tutto il territorio nazionale: tra le varie regioni la misura delle schede bianche oscilla tra l’1 ed il 2%.

    Deaglio prosegue intervistando Clinton Curtis, programmatore informatico statunitense specializzato in programmi per la gestione del voto elettronico, il quale confida che è possibile manipolare ogni volta che si separa il conteggio dai voti reali, come in Italia si separano i voti cartacei dai “voti virtuali” oggetto di trasmissione elettronica. Curtis fornisce un esempio pratico di come, con un semplice programma di gestione di database, si possa “deviare” il numero delle schede bianche al beneficiario della frode.

    Il film termina con le conclusioni di “Gola Profonda” e, cioè, con la teoria secondo la quale il colpo di mano elettorale non sarebbe stato possibile grazie al fatto che lo stesso Pisanu non avrebbe proceduto a concludere il broglio.
    La mafia è bianca è un reportage di Stefano Maria Bianchi e Alberto Nerazzini distribuito in libreria nel 2005.

    In allegato al documentario è uscito un libro dallo stesso titolo che raccoglie gli atti di cui si parla nel reportage. Gli autori sono due giornalisti inviati dei programmi televisivi Sciuscià e Anno Zero condotti da Michele Santoro. Entrambe le opere contengono una presentazione dello stesso Santoro.

    Il documentario racconta attraverso filmati, interviste e atti processuali, della gestione della sanità da parte della Regione Siciliana. Vengono analizzati il ruolo del boss mafioso Bernardo Provenzano e il modo con cui quest’ultimo ha cambiato l’organizzazione mafiosa. Vengono inoltre tratteggiati i ritratti dei principali protagonisti delle ultime vicende di mafia.

  • scritto da Jonny

    A me sembra che con questo post Puglisi ha chiuso la partita. Otis condivido solo in parte la tua affermazione (la seconda). Invece sul prenderla seriamente opto per pensare che i politici siciliani iniziano a vedere , anche con sondaggi on line o altro, cosa pensa la gente, che ritorni hanno. Io sono a favore dei sondaggi e a favore del loro uso da parte dei politici. Ormai la classe dirigente in questo paese è molto lontana dalla gente, non cammin per le stesse strde, non frequent gli stessi br ma cosa più grave non ascolta piu l’elettore o il popolo. Che sappino questi politici che anche se volano tra le cime delle montagne come le aquile a valle sono consderati solo dei passeri solitari.
    Amen siamo diventati seri, non mi diverto più, mi avete rattristato con la realtà dei fatti. Grazie a livesicili.it che mi ha fatto divertire un pomeriggio facendomi dimenticare la mia disoccupazione, le mie bollette, la montepaschi e tutto quel griggiore che il quotidiano a tutti ci riserva.

  • scritto da Ortis81

    Johnny, io sono a favore dei sondaggi. Ci mancherebbe. Ma questo è chiaramente un gioco, non è un sondaggio statisticamente rilevante con un campione proporzionalmente rappresentativo. Un gioco che ha svelato la pochezza di una parte della politica locale, come lo stesso Puglisi ha scritto alla fine del suo articolo.

  • scritto da palpal

    Live Sicilia che delusione!

    Ma vi sembra questo il modo di fare sondaggi?
    Il risultato è non solo falso ma anche non veritiero.

    Ma voi che fate? Invece di dimostrare cautela sui risultati (viste le modalità con le quali sono stati ottenuti) ne enfatizzate il dato?

    E vi ritenete ” basiti” per l’accanimento?
    Sono io che sono disgustato per il vostro modo di procedere perchè mi avete convinto che non esiste alcun media informativo del quale ti puoi fidare visto che sono tutti di parte.

    Ma siete impazziti o siete interessati solo a dare risalto al sito?
    Il vantaggio è solo aleatorio ed alla fine non paga.
    Ma contenti voi.

  • scritto da cherabellaladiccì

    puglisi, telefona a palpal e glielo spieghi a voce, che a lui evidentemente ci abbuttava leggerlo quello che hai scritto.

  • scritto da Roberto Puglisi

    Lei ha il numero?

  • scritto da piero

    e cmq per chi mi ha risposto prima: siamo sempre a zero. Ho passato il mouse, sempre zero, fino a poco fa, almeno. Adesso non m’importa più Così capisci per chi avevo votato.

  • scritto da rosalia

    Amici della redazione, sono una Vs. assidua e appassionata lettrice. E Vi faccio i complimenti per la puntigliosa informazione che fornite sulla ns. Sicilia. Desidero sommessamente muoverVi un appunto. Forse lanciare un Sondaggio in questo momento particolarmente delicato non è stato la scelta più opportuna. Vero è che siete una testata libera e tutto e ammesso, per carità!
    Però sembra benzina sul fuoco. C’è anche un dovere professionale non scritto di non esacerbare gli animi in conflitto.
    Che il vincitore partisse favoritissimo era del tutto evidente.
    Ogni politico ha i suoi canali preferenziali di comunicazione. Non utilizzano di certo il Web Alfano, Schifani etc E’ noto che il vincitoretramite il sduo blog, da tempo utilizza il Web per comunicare il suo pensiero, era del tutto conseguenziale che il Suo popolo del web gli tributasse i consensi che in effetti ha ricevuto.
    Quindi tutto previsto e prevedibile.
    D’altro canto l’effetto che il sondaggio produce sugli appartenenti all’altra fazione crea ulteriore destabilizzazione. Quindi liti, accuse, lotte………. blocco totale.
    Mi chiedo (se è corretto il ragionamento fatto) visto che non sono questi gli interessi dei Siciliani, a cosa serve stò sondaggio?
    con stima e simpatia

  • scritto da Marcy

    Condivido in pieno ciò detto da Rosalia.

    Spero che latua disamina sia stata recepita.

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