- Condividilo su

Bene Palermo... ma che fatica
Si avvicina il sogno europeo
Domenica 25 Ottobre 2009 17:58
di Roberto Puglisi
All’ultimo respiro Cesare Bovo vince una partita che il Palermo avrebbe meritato di perdere o di pareggiare con sofferenza. Buone notizie per l’ottima stella di Zenga. Il carattere e la fortuna, per ora, indossano la maglia rosanero. Per il gioco bisognerà ripassare. L’Udinese è rimasta, come spesso capita, vittima dei suoi errori. La squadra di Marino ama specchiarsi nelle sue rarefatte costruzioni e trascura sovente la sostanza delle cose. Inoltre, la tattica si è fatta prevedibile, il consueto ruminare di tocchetti e lanci trasversali, aspettando che un poverocristo si sganci sulla fascia. Una squadra meno farlocca e squinternata avrebbe portato via il bottino pieno dal “Barbera”. Marino dovrebbe dismettere i panni del presuntuoso mister prodigio e consegnarsi a un complessivo mea culpa e magari spiegare perché non riesca mai a fornire risorse umane ai suoi, azzeccando qualche cambio plausibile. Da una parte, Totò Sirigu è stato semplicemente bravissimo. Si è opposto a un paio di legnate ed è stato prodigioso quando, al tramonto dei novanta minuti, ha tolto dalla porta un colpo di testa di Floro Flores che pochi altri guardiani avrebbero saputo disinnescare. Miccoli ha latitato. Blasi, entrato al posto dello sfortunato Balzaretti, ha percorso il campo con tanto impegno e altrettanta imprecisione. Notazione di merito per il cuore generoso di Cavani e Migliaccio. Il primo si è sacrificato, turando le falle sulle fasce come poteva, anche se in attacco il suo contributo è stato opaco. Il secondo ha salvato un gol di Di Natale, nel primo tempo, a Sirigu battuto. Perfino Goian non ha demeritato. L’arbitro ha negato un rigore ai friulani (fallo di Migliaccio su Sanchez). Il primo tempo ha conosciuto qualche sussulto. La già citata azione di Di Natale e qualche altra fuga di Sanchez contenuto a stento da Cesarone nostro. Il Palermo – direbbe Pizzul – ha tenuto botta. Nel secondo tempo Coach Z è tornato alla difesa a quattro, arretrando Cassani. Una mossa saggia. L’Udinese ha pigiato il piede sull’acceleratore. Tanta quantità, altrettante sovrapposizioni sbadate. Tutto prevedibile e stancante come un film porno. Povero Marino. Totò Di Natale ci ha provato a spargere qualche briciola della sua magia. Non era giornata. E soprattutto è difficile inventare con costrutto, quando sei circondato da una truppaccia di vorrei ma non posso.L’Udinese si è posizionato nella metà del campo rosanaro, senza riuscire a trovare il gol, per merito di Sirigu e per colpa della sua sufficienza. Come se la rete fosse prossima per diritto divino e non andasse costruita con volontà rapace. A una manciata di minuti del termine, Bovo si è fatto largo come Bud Spencer in una rissa. Il cazzotto è arrivato a segno, scuotendo l’incrocio.Coach Z si è messo a saltare e a ballare. Marino ha fatto il faccino offeso. Niente di che offenderti Coach M. Stavolta, come altre volte, te la sei proprio cercata.
TABELLINO
PALERMO (3-4-1-2)
Sirigu; Migliaccio, Goian, Bovo; Cassani, Bresciano, Simplicio, Balzaretti (5’ Blasi); Pastore (57’ Budan), Miccoli, Cavani (80’ Succi).
UDINESE (4-3-3)
Handanovic; Basta, Zapata, Coda, Pasquale; Inler, D’Agostino (80’ Sammarco), Asamoah (87’ Corradi); Sanchez, Di Natale, Pepe (75’ Floro Flores).
- Condividilo su

articoli correlati
A Milano finisce 2-1 per i nerazzurri
Io non replico certo per conto terzi. Ma sulla terzietà del direttore de "Il Palermo" ci metto la mano sul fuoco. Altrimenti faremmo un altro lavoro.
il calcio -ahinoi- è tutto fuorché leggerezza.
In fondo le parole, e la loro logica combinatoria, sarebbero ben più leggere del calcio in sè. Che non è gioco ma business. Dinamiche di curva. Mercimonio di voti. Appelli al 41bis. Palestra della politica italiana. Ha notato, per esempio, come "porta a porta" sia sempre più simile al Processo di Biscardi? Ma non divaghiamo e gioiamo della vittoria del Palermo. Prima di aprire un grande conflitto di interessi nel direttore per la sfida di giovedì. Le chiedo una prece, caro dottore. Chieda al direttore de "il palermo" di esser benigno coi rosanero, ricordandogli che "nomina sunt consequentia rerum".
Vale (nel senso di Rossi e di stia bene)
Weltanschaung? Sì, ricordo, giocavava con Pierre Littbarski nella Germania degli anni Ottanta. Saluti. Ps. Guardi che il calcio è una cosa troppo leggera sia pure per scherzose condoglianze.
è bella la scelta, dottore. Soprattutto quando si crede che essa sia una scelta in sè, e quindi operazione soggettiva sul residuo oggettuale da giudicare. Come se, cioè, la scelta fosse scissa (da skizein) da umori\passioni\weltanschaung. Ma questo, come Lei ben sa, non è posssibile, in quanto noi siamo umani ed immersi nella umana matericità delle passioni. Onestà è il termine esatto. E Lei non ne difetta, almeno a me pare. Per questo la leggo e con malcelata soddisfazione Le faccio le mie condoglianze più sentite per la sua Roma.
La veglio e la osservo come il direttore nerazzuro de "il Palermo". Benigno
Grazie per la veglia (un po' mi inquieto). Ma le assicuro che non è schizofrenia, ma scelta. Odio, che brutta parola. Lei solo questo può leggere: T'amo, pio Bovo...
infatti sto come di conseguenza del mio nome.
Il punto, caro dottore, è che non esiste scissione nella realtà.
Non siamo monadi nè nomadi.
Siamo nel gioco di causa\effetto.
Farfalle e ali e terremoti e tsunami.
Partite ascoltate alla radio e partie da recensire.
Il tifo è viscere, mica logica.
Leggo il Suo apprezzabile scritto e, come una epifania, le uniche parole che rimangono in testa sono: TAVANO TI ODIO.
Stia bene lei.
La veglio
Io sarò dottore, ma lei è dio e per giunta castigatore. Massimo rispetto. Tuttavia, vorrei che imparasse a memoria quanto segue: quando faccio il mio lavoro, io non voto, non tifo e non parteggio per nessuno. Ed è così da anni come forse potranno dirle quelli che hanno la bontà di leggermi. Stia bene anche lei (già, ma lei in quanto dio starà benissimo. Manco a dirlo).
il dott. Puglisi tifa Roma.
Ogni volta che scrive del Palermo, si veda cosa ha fatto la Roma.
Si avrà così il risultato emotivo delle sue parole-
Stia bene, dott. Puglisi
Ero allo stadio più tardi lo guardo. Buonanotte
Invece di sentire i commenti, guardi il servizio in tv. Si vede Migliaccio che aggancia Sanchez.
Mentre ero allo stadio un tifoso diceva che il commento di Causio era stato che il rigore poteva essere dato. Quando sento da Causio "poteva" già capisco che non era eventualmente così netto. Se poi ci mettiamo che l'arbitro ammonisce per simulazione ribadisco: o è a favore nostro l'arbitro(malafede) o ha visto bene. Io non ho detto che il suo commento non è valido ma si contraddice e quindi è confuso. CIAO
Infatti, in campo abbiamo visto solo l'Udinese e il commento di una partita - a mio parere - deve riguardare il gioco che è stato espresso da chi, in questo caso, ha perso meritatamente per presunzione. Punizione di Miccoli a parte mi sa segnalare un'occasione da gol del Palermo? Il rigore era netto, c'è andata di lusso, ma - a maglie invertite - staremmo a parlare di complotto. O forse mi vuole dire che l'arbitro è infallibile? Se fosse accaduto il contrario, io non credo proprio che lei avrebbe espresso lo stesso giudizio. Saluti
Intanto nel suo articolo commenta quasi esclusivamente e negativamente l'udinese per poi scrivere che il palermo meritava di perdere al massimo pareggiare con sofferenza. Poi dice "perfino Goian non ha demeritato":ma che le ha fatto. Infine le ricordo che se un arbitro da fallo di simulazione ha sicuramente visto e se non da il rigore vuol dire che eventualmente è in malafede.
GIUDIZIO SU PUGLISI: CONFUSO