Abbiamo visto Walter volare, senza nemmeno staccare i piedi da terra. La domanda ci aveva colto nell’ultimo numero del Bar dello sport. Costui, Walter Zenga che dominava la porta del mondo, sa ancora volare? Si può perdere la memoria del tuffo? Si può dimenticare l’aria che ti attraversa i polmoni al decollo? Il volo è gioventù, o puoi praticarlo con maggiore saggezza anche quando perdi i capelli?
Insomma, in questo Zenga 2 resta un fruscio sommesso delle ali attaccate alla schiena di Zenga 1?
Abbiamo avuto la risposta. Campetto di Boccadifalco. Due bambini con la fibrosi cistica, due bellissimi bambini ammalati. Due genitori in ansia. Uno spot da girare per beneficenza. Sulla scena il bravo e generoso collega Alessio Cracolici che si occupa dell’iniziativa. “Sai – dice – mister Zenga ha accettato di girare lo spot gratis per questa causa, è stato disponibilissimo e gentile. Si è commosso per i bambini e non ha perso tempo. Gli siamo grati per questo. Ha voluto sapere tutto sulla malattia”. Sono piccole cose nel mondo del calcio. E non sono mai scontate. Piccole cose che rendono un uomo grande e umano. E adesso lo sappiamo: Walter sa volare. E’ volato come un angelo nel sogno di due bambini ammalati, proteggendoli nell’unico modo: con un sogno più bello. Zenga, l’omone volante del circo rosanero. Che fa finta di camminare.




Grazie. Parola semplice, spesso sottovalutata. Grazie di tutto. Non riesco ad aggiungere altro. Grazie ancora Roberto.
Ti abbraccio amico mio.
Grazie mille, davvero un bellissimo articolo. Da genitore di un bambino affetto da fibrosi cistica e Presidente dell’Associazione Siciliana Fibrosi Cistica intendo ringraziare l’autore dell’articolo perchè è stato scritto con il cuore. Abbiamo bisogno di persone che parlino sempre più di fibrosi cistica, malattia assai diffusa e poco conosciuta. E in questa occasione si è parlato di fibrosi cistica in maniera semplice e significativa. Grazie.
Grazie a lei per il suo coraggio