“Agrodolce si salverà”,
parola dell’assessore Leanza

venerdì 2 ottobre 2009
15:46
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“La seconda serie di Agrodolce si farà”. Parola di Lino Leanza, assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana, che così ha rassicurato i fan della popolare soap opera isolana, dopo che LiveSicilia ha dato ieri la notizia della probabile chiusura della mega struttura di Termini Imerese, che ospita le riprese.

Era proprio la mancanza di denaro la causa che avrebbe impedito la realizzazione delle nuove puntate di Agrodolce, perché lo stesso Leanza ha dichiarato che sono state recuperate le risorse necessarie così da permettere ad Orio Scaduto (Turi) e agli altri di continuare a recitare.

L’assessore ha, infine, sottolineato che “adesso occorre riconvocare il tavolo dei sottoscrittori”, e che “entro dieci giorni al massimo si risolverà il problema”, annunciando l’avvenuta firma del protocollo d’intesa con la Rai.

 
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Commenti

  • scritto da stefy

    speriamo

  • scritto da maglietto

    Ecco come spendere i soldi pubblici in Sicilia. Come se anche la tragedia di Messina non ci avesse insegnato nulla; non è meglio spendere soldi in protezione civile, nella pulizia dei canali, nella manutenzione delle fogne?
    No, probabilmente occorre favorire qualche amico produttore o regista e impiegare i soldi che devono servire a tutti soltanto per gli amici. In cosa poi? nella produzione di un polpettone televisivo inutile. Una vera vergogna.

  • scritto da franco

    ricomincia la sceneggiata napoletana.

  • scritto da francy

    Ma scusatemi ,nn vi viene in mente che altra gente lavori?E NN è SOSPENDENDO AGRODOLCE CHE SI MIGLIORA LA SICILIA .

  • scritto da Bambam

    La Sicilia è come ben sapete a statuto speciale ed i fondi sono ripartiti nei singoli dicasteri in maniera “chiusa”, quindi non è che si realizza Agrodolce, non si fa un ponte o una fognatura. Sono due cose diverse perchè il budget assegnato alla Cultura o al Turismo se non viene speso, non può essere spostato alle infrastrutture.
    Ma io mi domando, fare del becero populismo invece di rinvenire le vere colpe di chi si è intascato i soldi per realizzare le reti fognarie o le ha fatte fare da ditte compiacenti che le hanno realizzate in maniera scarsa, forse sarebbe la soluzione che renderebbe i cittadini felici.
    Poi però quando un film siciliano vince l’Oscar: tutti zitti!! Nessuno che osi fare del qualunquismo…tutti ad applaudire perchè siamo siciliani!
    Invece di vietare qualcosa, sarebbe bene controllare che le cose siano fatte perbene…ma questo costa fatica, controllo e continuità: meglio lamentarsi…la cosa che a noi siciliani riesce meglio!

  • scritto da sara

    sinceramente penso che con tutto quello che sta succedendo in questi giorni, primo tra tutti l’alluvione che ha colpito messina, poi il problema spazzatura e tutti gli altri guai con cui palermo e la sicilia devono far i conti, la salvezza di agrodolce sembra l’ultima futile e bambinesca preoccupazione che ci si dovrebbe prendere.

  • scritto da sara

    Ma è lecito pensare che in Sicilia si possa e si debba lavorare prescindendo dagli aiuti pubblici?!

  • scritto da danila

    Si si con problemi veramente gravi, vendiamoci per la soap opera…quanti consensi prenderà Leanza?

  • scritto da maglietto

    Sarà populismo caro bambam. Sarà che è più facile lamentarsi piuttosto che sbracciarsi. Sono d’accordo. Ma alla fine la gente muore. E muore perchè ha costruito dove non avrebbe dovuto; perchè nessuno dei politici o amministratori gli ha detto che lì non lo poteva fare, anzi magari l’hanno anche favorito e poi gli hanno chiesto il voto. Quegli stessi politici che tra le tante cose che fanno, si occupano anche di finanziare i film. E non è costruendosi le scuse dell’impossibilità di spostare fondi tra i capitoli di bilancio, che si dà risposta ai problemi. Non è con la giustificazione del modo di operare della pubblica amministrazione, che si salva la coscienza. Forse qualcuno dirà che seguendo le procedure di più non poteva fare; ed è andato tranquillo a dormire. Altri sono andati a dormire in una cassa sottoterra.

  • scritto da paolo

    fammi capire maglietto.
    la gente muore e gli operatori dello spettacolo devono trasformarsi in infermieri o addetti della protezione civile.
    e perchè no anche gli insegnanti

  • scritto da Anonimo

    La futile e bambinesca preoccupazione ,Cara Sara, è lavoro per piú di 300 persone. Se poi aggiungiamo gli indotti che gli girano attorno arriviamo a molto di più. Se ci metti in mezzo l immondizia fai ridere. L azienda che gestisce la pattumiera è privata. Ogni anno intascano milioni di euro, ma non si capisce come, non hanno i soldi per la manutenzione dei mezzi. Dicono che hanno il bilancio in rosso e chiedono soldi alla regione…..bah!! E ti preoccupi se dei soldi vengono investiti su nuove strutture che non sono mai esistite in Sicilia e che potrebbero potenzialmente portare lavoro e turismo!! Continuiamo a dare i soldi a chi dice di non averne invece di investire su nuove industrie….bravi!! È la gente come te che non legge i giornali , da il voto a caso, e viene a fare del qualunquismo che rovinano questo paese.

  • scritto da Sergio

    Una cosa è dire che i soldi che riguardano i beni culturali si devono spendere per i beni culturali, un’altra cosa è dire che è giusto spenderli per Agrodolce. I soldi dei beni culturali, che sono soldi pubblici, vanno spesi per restaurare chiese, monumenti, strade antiche, centri storici…
    Agrodolce è pure un bene culturale ma non credo che sia giusto destinarvi soldi pubblici, deve vivere con i soldi della RAI, con i soldi della pubblicità, degli sponsor.

  • scritto da hailin

    Agrodolce non è un polpettone ma una divulgazione dei migliori luoghi e scenari naturali della nostra bella provincia!!!
    Pensate che fare cultura e propaganda paesaggistica sia male per la nostra terra? Perchè c’è sempre qualcuno che deve contestare gli sforzi che si fanno per cercare di far di creare o/e far lavorare decine di attori e comparse (numerosi studenti e disoccupati)!!!! Bisogna cercare di avere l’umiltà di dare merito agli sforzi di tutti!!!
    Perchè non si effettuano dei controlli sulle azioni che hanno provocato le tragedie e non dare fiato a bocche che parlano tanto senza essere collegate con il cervello?

  • scritto da Marco

    Da diversi giorni seguo questa vostra diatriba su Agrodolce e mi sono sempre astenuto, adesso intervengo perchè mi sembra che sia venuto a galla uno dei nodi che vedevo già serpeggiare, è venuta a galla la verità per la quale qualcuno vuole salvare la fiction.
    Premesso che sono d’accordo con chi dice che i soldi pubblici non devono servire per le fiction, dico secondo me qual’è il nodo, la vera questione che ho visto venire a galla: la vera questione è che in qualcuno è nata la speranza, direi assurda pretesa, che in qualche modo e forse per sempre la Regione Siciliana si debba fare carico per chissà quanti anni, ripeto forse per sempre, del futuro di coloro i quali hanno lavorato alla fiction. Vedo serpeggiare questa pretesa in coloro i quali vogliono salvare la fiction a tutti i costi. Ebbene, mi sembra una pretesa assurda, ridicola, la pretesa di coloro i quali vogliono comunque tirare il carretto grazie ai soldi pubblici, senza rischiare nulla. In Italia chi vuole avere un futuro da attore di cinema o teatro sa benissimo che deve andare a Roma o Milano. La storia di tanti attori siciliani (Buzzanca, Caruso, Sperandeo ed altri…) ce lo insegna. Ma ciò vale per gli attori di tutte le regioni d’Italia.
    In Sicilia la struttura di Termini può servire benissimo per fare scuola di cinema e teatro o quando sporadicamente si fa qualche produzione. Non mi sembra giusto che qualcuno che ha lavorato in Agrodolce nutra la speranza di vivere per il resto dei suoi anni a carico del bilancio regionale. Se sarà così, e se questo accadrà sarò il primo a sollevare la questione anche con manifestazioni di piazza!

  • scritto da Daniel san

    Leggo cose assurde scritte da gente che evidentemente non capisce NIENTE.

    Ok chiudiamo Agrodolce. Ok lasciamo 300 persone senza lavoro. Ok chiudiamo un programma di successo. E dopo?

    Pensate che la mancanza di infrastrutture sia legata a mancanza di denaro? Ma lo saapete che la Sicilia non riesce a spendere tutti i soldi che arrivano dalla comunità europea? Pensate che le strutture siano fatte con leggerezza perché si pensa alla soap? Allora è proprio inutile continuare.

    Le infrastrutture si fanno male così poi vanno rifatte generando altri appalti, altri acquisti di materiale, altre assunzioni. MANCIUGGHIA.

    Questi sono gli sprechi. Questa è Cosa Nostra. E la mentalità mafiosa. Mentalità mafiosa di un LSU, di un forerstale, che vuole un lavoro per non fare niente. Per avere tot euro al mese e grattarsi la pancia.

    Riflettete

  • scritto da Sergio

    Se Daniel san mi permette lo invito ad essere più rispettoso dei post e degli altri e quindi di non lasciarsi andare a considerazione del tipo “…gente che non capisce niente”. In ogni caso mi sembra che le ultime notizie dicono che la fiction si continuerà a fare con i soldi dei fondi europei.
    Ebbene, e dopo? Credo che daniel sappia benissimo che dal 2013 non ci saranno più fondi per la Sicilia in quanto i fondi andranno ai paesi ultimi entrati nella UE, ed allora mi chiedo cosa vorranno coloro i quali lavorano nella fiction. Che questa comunque continui con il soldi del bilancio regionale?
    Io sono del parere che se è vero che è stata creata una struttura interessante in quel di Termini, se è vero che si sono create nuove e serie professionalità allora perchè non si cerca una casa di produzione che faccia si che si possa fare qualcos’altro? Insomma può andare pure bene che i fondi europei piuttosto che non spenderli vadano spesi in Agrodolce ma un giorno questo non sarà più possibile ed allora è meglio pensarci prima senza cercare scappatoie nel bilancio regionale, in questo sono d’accordo con Marco, non si può pensare che la Regione si debba per sempre fare carico delle maestranze che lavorano ad Agrodolce. Non mi risulta che “Distretto di Polizia” o “Un medico in famiglia” vengano fatti con fondi UE o siano a carico di qualche bilancio regionale.

  • scritto da Marco

    D’accordo con Sergio!

  • scritto da Daniel san

    Caro Sergio non penso di aver mancato di rispetto a nessuno. Ma cmq x educazione chiedo scusa. Fammi capire. Dici chiudiamo Agrodolce perché tanto in futuro chiuderà? Dici ai lavoratori dello spettacolo di diventare LSU o guardie forestali o lavare lo yacht di qualche politico? Ti dico un’altra cosa, le produzioni italiane sono TUTTE finanziate dalle casse pubbliche in maniera più o (raramente) meno diretta. RIPETO. Gli sprechi sono altrove. E voglio citare anche i corsi di formazione (estetiste e parrucchiere) e la ex tabella H x i contributi milionari alle varie associazioni. W Agrodolce. W l’industria dell’audiovisivo! Abbasso i gufi! Abbasso i parassiti e i disfattisti.

  • scritto da Giuseppe

    Ho letto quanto è stato detto sul futuro di Agrodolce e non riesco a capacitarmi come sia possibile dire certe cose. Pensate veramente che i mali della Sicilia siano dovuti al finanziamento di Agrodolce? Non considerate in che misura Agrodolce ha contribuito al rilancio dell’ immagine della Sicilia da un punto di vista turistico? Io faccio l’ operatore telefonico e ricevo ogni giorno tantissime chiamate da ogni parte d’ Italia, chi mi parla capisce subito che sono siciliano e non potete immaginare quanta gente mi chiede informazioni sui posti che si vedono nella fiction e quanta gente si ripromette di venirli a visitare. Basta solo questo per convincersi di quanto sia importante continuare la fiction. Per non parlare poi di quanti posti di lavoro fornisce. Siamo bravissimi a parlare e a criticare i progetti che altri hanno il coraggio di portare avanti, dappertutto vediamo loschi intrighi legati alla conquista del potere. La verita è che siamo culturalmente poveri e non abbiamo il coraggio di uscire dal guscio in cui ci ritroviamo da sempre e questo modo di pensare lo trasmettiamo anche hai nostri figli. Come potrà mai emergere la nostra bella Sicilia se proprio noi siciliani la teniamo affossata, repressa. Come potremo mai raggiungere il livello di benessere delle altre regioni d’Italia. Ci lamentiamo ma non facciamo niente per cambiare anzi stronchiamo sul nascere quelle poche idee che qualcuno ha.

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