DI GIORGIO BOCCA (TRATTO DA L’ESPRESSO)
L’ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il capo siciliano della mafia Totò Riina, lo scrittore della sicilitudine Leonardo Sciascia, il generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa ucciso dalla mafia perché la conosceva bene, Massimo Ciancimino il figlio del sindaco mafioso di Palermo don Vito e altri esperti della onorata società hanno spiegato invano agli italiani che il problema numero uno della nazione non è il conflitto fra il legale e l’illegale, fra guardie e ladri, fra capi bastone e le loro vittime inermi, ma il loro indissolubile patto di coesistenza. L’essere la mafia la mazza ferrata, la violenza che regola economia e rapporti sociali in province dove la legge è priva di forza o di consenso.
Eppure la maggioranza degli italiani non se ne vuol convincere, si rifiuta di crederlo e quando il capo della mafia Totò Riina fa sapere che l’assassinio del giudice Paolo Borsellino è stato voluto o vi hanno partecipato i tutori dell’ordine, ufficiali dei carabinieri o servizi speciali, il buon italiano si dice: è l’ultima scellerataggine di Riina, mette male nel nostro virtuoso sistema sociale. Se ci sono due scrittori italiani e siciliani che hanno larga e meritata popolarità nel paese essi sono Giuseppe Tomasi di Lampedusa autore del ‘Gattopardo’ e Andrea Camilleri i cui libri sono in testa alle vendite, salvo il libro migliore, uno dei primi edito da Sellerio in cui spiegava per filo e per segno i compromessi fra mafia e Stato su cui si fonda l’unità d’Italia.
Senza alcuna presunzione di avvicinarmi a questi maestri, vorrei umilmente ricordare ai miei connazionali le ragioni per cui il capo delle mafie Totò Riina ha potuto scrivere il famoso ‘papello’ al capo del governo italiano per chiedergli, come ora ci fa sapere Massimo Ciancimino custode del documento, se, viste le buone relazioni correnti, il capo del governo non poteva mettere a disposizione del capo della mafia una rete della televisione. Proprio come chiesero e ottennero la Terza rete i comunisti quando condizionavano il mercato del lavoro.
Massimo Ciancimino, il figlio del sindaco mafioso di Palermo, ha detto o lasciato capire che i carabinieri ‘nei secoli fedeli’ si attennero nelle operazioni di mafia ad attenzioni speciali, clamorosa quanto rimasta senza spiegazioni credibili la mancata perquisizione nella villetta in cui Riina aveva abitato e guidato per anni la ‘onorata società’.
Del pari sono rimaste senza spiegazioni le accuse e le richieste di chiarezza mosse, quando era sindaco a Palermo, da Leoluca Orlando. Eppure una ragione del ‘comportamento speciale’ della più efficiente polizia italiana verso la mafia c’è ed è evidente: i carabinieri, come la mafia, non sono qualcosa di estraneo e di ostile alla società siciliana, fanno parte e parte fondamentale del patto di coesistenza sul territorio, di controllo del territorio condiviso con la Chiesa e con la mafia. In ogni paese siciliano accanto alla Chiesa e al parroco c’è una caserma dei carabinieri e una cosca mafiosa. Spiega Camilleri nel suo aureo libretto: i parroci sono persone oneste, ma sanno che a mettersi apertamente contro la mafia restano isolati, senza sussidi, senza ragazzi negli oratori. E i carabinieri? I carabinieri, specie quelli che arrivano da altre provincie, sanno che la loro vita è appesa a un filo che un colpo di lupara può raggiungerli in ogni vicolo, in ogni tratturo. Non è naturale, obbligatorio che si creino delle tacite regole di coesistenza o di competenza?
Nb. La nota dei carabinieri in replica
“Si proietta, in modo sconcertante, sui Carabinieri che operano in Sicilia l’ombra della collusione e della pavidità, ombra che il Comando generale respinge con fermezza e con indignazione. Basterebbe a confutarla la menzione dei 33 caduti per mano della mafia, tra i quali il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, sorprendentemente accostato a figure come Totò Riina e Massimo Ciancimino, entrambi arrestati dai Carabinieri. All’eroica testimonianza dei caduti – prosegue la nota del vertice dell’Arma – si affianca quella delle migliaia di Carabinieri che in Sicilia continuano ad offrire quotidiane prove di abnegazione e di riconosciuta efficienza. Sono i Carabinieri che ieri hanno arrestato lo stesso Riina e oggi hanno stroncato sul nascere il tentativo di riorganizzazione di Cosa Nostra. Sorprendono, quindi, le ingiustificate e infamanti accuse che si risolvono nella delegittimazione dell’operato di fedeli servitori dello Stato. Il Carabiniere – conclude il Comando generale – è pienamente consapevole del rischio che corre ed è invero innaturale insinuare che risponda a ‘tacite regole di coesistenza’, perché obbedisce con coraggio e lealtà unicamente all’imperativo del dovere, per la difesa della legalità e l’affermazione del bene comune. E sulla via di quel dovere muore a Palermo come a Monreale, a Vicenza come a Pagani, a Platì come a Nassiriya, a Torre di Palidoro come alle Fosse Ardeatine”.





Questa analisi cristallina, vera, semplice come il teorema di Newton, dimostra come si diventa GIORNALISTI con la G maiuscola. Già altri come l’amato Vittorio Zucconi o il compianto Indro Montanelli hanno sfidato e sfidano quotidianamente la sordità compiacente di molti italiani dentro e fuori le Istituzioni. Noi, ultimi italiani udenti, rimasti in città, continuiamo a gridare, prima o poi qualcuno dal Palazzo dovrà uscire. Grazie Sig.Bocca e ancor di più GRAZIE LIVE SICILIA.
Prego. Anche noi condividiamo le sue aspirazioni, indipendentemente dal giudizio su un pezzo “scomodo” di un grande maestro
Nessuno disconosce gli enormi meriti e la fedeltà alle Istituzioni dell’Arma, ma la mancata perquisizione del covo di Totò Riina resta una delle pagine più oscure e vergognose della storia della Repubblica.
Come cittadino di questa nazione,conseguentemente, finchè non sarà fatta piena luce su quell’episodio, non posso non condividere le argomentazioni di Bocca.
Io penso che i giornalisti e/o scrittori debbano essere trattati come tutti gli altri. A una certa età per legge c’è la pensione.
Vede, il bello del giornalismo è questo: scrivi finchè qualcuno ti pubblica
Nessuno si è mai chiesto come mai i carabinieri abbiano catturato solo Totò Riina e gli altri grandi latitanti da Brusca a Provenzano sono stati catturati dalla Polizia di Stato
A proposito di provenzano ricordiamo anche la mancata cattura di Mezzoiuso.
A proposito di carabinieri ricordiamo il misterioso suicidio del tenenete Lombardo e quello che lasciò scritto a proposito dei vertici dell’arma e la misteriosa inchiesta sul tenente Canale.
Lo sappiamo ché in Italia nella politica tutto e inquinato.ma Giorgio Bocca sino ad oggi ha fatto il suo giocò poi pensò ché certi articoli si devono dimostrare con i fatti e non scrivendo cazzate.A me mi ha dato l’impressione ché ormai essendo Bocca anziano abbia preso un colpo di sole .Vorrei ricordare a Bocca ché il suo editore Carlo De Benedetti e stato anche in carcere.
Grande Maestro del giornalismo???
Ma Bocca è mai venuto in Sicilia (vivendoci, non andando a mere Panarea)?
Lo sa che i “confidenti” sono sempre esistiti? Lo sa che erano l’unico appiglio per indagini prima che arrivasse la moda remunerativa del pentitismo?
Ha capito che, nell’Arma o nella Polizia, chi gestiva i rapporti con i “confidenti” merita il massimo rispetto perchè rischiava quotidianamente la vita per un senso dello Stato che Bocca non può nemmeno riuscire ad immaginare?
Lo sa che un serio giornalista non deve fare di tutta l’erba un fascio confondendo un episodio certamente inquietante come la mancata perquisizione a casa Riina col lavoro pressochè eroico di certi Carabinieri (la maggior parte)?
E cita Orlando??????? Questa poi è il massimo, il losco, seboso, sudaticcio figuro che deleggitimò davanti agli italiani Falcone, compiacenti i “grandi” giornalisti Santoro e Costanzo…..
Vado a farmi un Plasil, altrimenti potrei vomitare.
Buon ferragosto a tutti.
…sconcertante,
i giovani Carabinieri rischiano la vita ogni giorno lontano da casa e dalle loro famiglie e poi una mattina vanno in edicola, comprano il giornale e trovano l’articolo del Sig. Bocca.
Se io fossi il Comando Generale dell’Arma lo querelerei subito per diffamazione.
Cosa ne può sapere della tensione e dell’adrenalina che si sprigiona durante un appiattamento e un inseguimento.
Voglio ricordare che mentre chi ha scritto l’articolo frequenta i “salotti” della gente che conta, i poveri Carabinieri quotidianamente hanno a che fare con gentaglia senza scrupoli, e poi tornano a casa a giocare con i loro bambini, come se niente fosse, cercando di non far trapelare nulla del loro lavoro.
Senza parlare del sacrificio che fanno cercando di vivere con 1.500 euro al mese.
Parola di Carabiniere!
Sono un appartenente dell’Arma dei CC….mi sento solo di dire una cosa…mel marce ne esistono in tutti gli ambienti…da noi …nella Polizia…nella GdF… nei politici…nei giornalisti ect ect…
Ma accusare di collusione con la mafia tutti i Carbinieri o meglio tutti i Carabinieri che prestano servizio in Sicilia mi sembra un attacco a tutta l’Arma dei Carabinieri…mi sento offeso…Dott. Bocca nonostante i suoi precedenti (vedasi l’appartenza al gruppo universitario fasciasta e la sottoscrizione del manifesto della razza (leggi raziali epoca fascista) da Lei mai smentita) Non mi permetterei mai di darle del Razzista senza prove.
Che dire poi del suo editore….Nel 1993, in piena bufera Tangentopoli, Carlo De Benedetti presentò al pool di Mani Pulite un memoriale in cui ammetteva il pagamento di 10 miliardi di lire in tangenti ai Partiti di governo e funzionale all’ottenimento di una commessa dalle PPTT, consistente in telescriventi e computer obsoleti. Nel maggio dello stesso anno, viene iscritto all’albo degli indagati; eppure De Benedetti non andrà mai a processo per questa tangente….dovrei accusarla di favoreggiamento…Dott. Bocca mi scusi ma non sono mafioso…non sono un ladro…ma sono solo un Umile CC che quando Lei avrà bisogno correrà e si metterà a sua disposizione…magari per farle la scorta…e non avrò alcuna remora a protegerla…mi scuso con Lei se sono stato troppo prolisso ma sa sentirsi dare del Mafioso ….fa male …molto male
Gentile Patrizio, le dico come la penso io. Il suo intervento è sacrosanto. Lei rappresenta la parte migliore dell’Arma, quella che si sacrifica per uno stipendio povero, per esclusivo senso del dovere. Ma ci sono oggettivamente degli episodi inquietanti che riguardano soprattutto alcuni alti ufficiali dell’Arma. Lei se la sente di mettere la mano sul fuoco per loro? Io, per i giornalisti, non ce la metterei… Affettuosi saluti.
Gentile Roberto Puglisi ….io ho aperto il mio intervento con delle considerazione su le Forze dell’Ordine….e la mano sul fuoco … non la metto per me … La ringrazio per gli affettuosi saluti…e le auguro buone ferie.
“… la maggioranza degli italiani non se ne vuol convincere, si rifiuta di crederlo …”
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La maggioranza degli italiani cerca solo di sopravvivere a questo Stato “mentalmente” mafioso .
Provi, ad esempio, Bocca o chiunque altro ad azzardarsi ad andare in un’aula di Tribunale e solo accennare a certe situazioni, vedrà cosa lo aspetta.
A cominciare da certo centrosinistra manifestatamente solo propagandista, quando qualcuno nella vita italiana ha solo accennato alla mafiosità dello Stato, subito i soliti fantini dell’Antimafia e delle Istituzioni lo hanno annichilito. Comportamento questo che ultimamente sta facendo proprio pure il centrodestra, d’altronde trasversalmente tra loro di loro, sia di centro destra che di centrosinistra, quando si tratta di mistificare, sono dei teatranti consumati.
Ora, senza con questo volere generalizzare, perché poi le persone per bene ed intellettualmente oneste ed indipendenti ci sono ovunque ed in tutte le categorie seppure palesemente sempre più rare, In Italia tutti abbiamo cominciato a capire che chi accenna alla verità è già “finito” prima di terminare le sue parole. Ecco perchè nessuno più “parla” in questa Nazione stritolata tra criminalità e Stato.
Io sono un appartenete alla Polizia Di Stato , capisco la profonda amarezza del collega CC , capisco però anche il messaggio di Bocca .
La vicenda non riguarda “noi operai” , ma la classe dirigente , sempre pulita , sempre linda , ma sempre al confine con i servizi,con il potere e con la politica .
Noi facciamo il nostro dovere con un credo a volte esagerato , per i cittadini e per la “DEMOCRAZIA” di questo paese.
Io personalmente ho rifiutato l’appartenenza ai CC , e ho insistito e cercato , con una perdita di tempo maggiore , l’appartenenza alla Polizia di Stato , non perchè penso che i CC siano tutti collusi o non facciano il loro dovere bene , ma bensì perchè l’arma affonda le proprie radici al servizio di un potere non sempre chiaro ai tempi RE poi regime (col duce);
Un libro narra una vicenda ” La polizia difendeva i cittadini daI NAZISTI , i carabinieri sparavano contro la polizia ” eravamo a villa Borghese da li poi il concedo di massa degli appartenenti alla polizia di stato .
Poi nel contemporaneo queste vicende , qualcuno scrivecva di Provenzano “la squadra mobile lo cercava , i carabinieri lo nascondevano” io come penso un po’ tutti , non abbiamo pensato al gentile brigadiere del mio paese , neanche al fraterno amico mio carabiniere (col quale nell’esercito ho diviso il sonno per anni) ma AI POTENTI ! che mostrano una faccia e fanno i loro giochi politici servendosi poi di uno spirito di corpo che in questi casi tira dentro tutti .
Voglio dire , non sono gli umili servitori del paese , poliziotti ,carabinieri , finanzieri , forestali che nascondono,celano ,misteri , ma potenti ;
Quindi non è giusto dare queste batoste morali agli operatori , che magari ogni giorno si sacrificano del tutto , mettendo da parte famiglia , affetti , ma non è giusto neppure che questi siano il parafulmine dei potenti collusi , è giusto che loro paghino amaramente di qualsiasi corpo siano .
Grazie e buone ferie a tutti . . . . anche ai tantissimi colleghi che lavoreranno :)
Mi sà che il signor BOCCA è amico di un generale, assiduo frequentatore di palazzi palermitani, che una mattina di qualche anno fà, dentro una caserma dichiarò che i Carabinieri in Sicilia sono tutti mafiosi.
Vergognatevi tutti e due.
Non siete degni di essere considerati dalla “base” dei Carabinieri.
Sig Bocca, mai sentito parlare di attivita’ operativa di polizia giudiziaria? Pentiti, collaboratori infiltrati, confidenti? Ha mai partecipato attivamente in un operazione di polizia? Forse immagina..forse l’ha vista in qualche film…
Sacrificio, fatica, rischio, paura, obiettivi comuni ad ogni costo, fede nella propria “missione”….questo sono i ragazzi che OGNI GIORNO rischiano a vita per uno stipendio da ridere, questo sono i Carabinieri e questo sono stati nel tempo.
P.S. collega S.I ti ricordo che i Carabinieri affondano le proprie radici in cose ben diverse da quelle idiozie che hai detto.
Caro “collega” S.I. non voglio assolutamente innescare una contesa tra le forze di polizia perchè io SPESSO lavoro insieme a colleghi, ma parlo di “QUELLI VERI” della P.d.S in attivita’ di P.g.. Voglio ricordarti che i CARABINIERI sono FEDELI allo STATO ed alle istituzioni da SEMPRE.
Lo sono stati anche combattendo con i partigiani o morendo a Podgora o Pastrengo, contro i Nazisti, un certo Salvo D’Aquisto ha sacrificato la vita per degli sconosciuti, un battaglione di Carabinieri sterminato ad El Alamein…ecc
Parli di Provenzano, di Villa Borghese, di presunte collisioni ecc….e delle tue letture. Beh scusami ma “ad un tizio come te” consiglierei un bel libro avvincente da leggere sotto l’ombrellone.. “Uno Bianca”…. e mi scuso con TUTTI gli altri colleghi di tutte le forze di polizia …ma son sicuro che leggendo le stupidaggini di “questo collega” …capiranno la reazione
Leggete qui
http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/
Caro “carabiniere vero” Gian
vorrei precisarle che l’accennare ad episodi che, purtroppo, fanno parte della storia italiana e mi riferisco alla “uno bianca”, esulano dal contenuto dell’articolo del sig. Bocca. Volevo fare questa precisazione anche per omunicarle che le scuse proposte sono inaccettabili, ogni gregge ha le proprie pecore nere, si aggiorni.
caro Sebastiano probabilmente lei non ha letto TUTTI i messaggi, la persona che ha iniziato ad andare fuori tema non è il sottoscritto…..che tra l’altro sa’ benisimo che dietro ogni professione c’è o meglio, ci dovrebbe essere un uomo…, detto cio’ si rilegga con attenzioni chi e come è andato fuori tema ed ha deviato il discorso.
Si aggiorni chi? Io?
Lei invece cerchi di capire , se le è possibile..altrimenti stia semplicemnte piu’ attento a cio’ che viene scritto.
Per quanto riguarda il “carabiniere vero” il sottoscritto è in prima linea dal 1980 e come le ripeto vive ogni giorno con colleghi con uniformi diverse ed il massimo rispetto per TUTTI…meno per quelli che denigrano e fanno distinzioni tra le forze dell’ordine, probabilmente perchè non sanno cos’è la strada…….
Arrivederci caro Sebastiano, un consiglio…non legga solo l’ultima pagina di un libro,si perde tutta la storia e rischia di fare figuracce…
Caro “carabiniere vero” Gian
perdonerà il mio ardire ma, mi consenta e mi permetta di suggerirle di leggere l’articolo proposto da “Io” e scritto da “Marco Travaglio” che trova al seguente link:
http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/
buona lettura
P.S.
A proposito, anch’io sono un suo “collega”, però non di quelli “veri” ma semplicemente della Polizia di Stato, fin dal 1972.
Lei vede le cose SOLO da un lato caro “”"collega”"” non capisce le offese dalle provocazioni….non solo una parola spesa nei confronti di quel suo collega che ha offeso l’Arma ?? Come mai le sue perle di saggezza in quel caso non sono uscite a difesa degli operatori di polizia?……
La ringrazio per le letture consigliate Marco Travaglio lo leggo come il Sig Bocca ma a volte non li condivido….
A lei invece consiglio di essere un po’ piu’ attento, democratico e meno “partigiano” nei suoi interventi..
Il post scriptum serve a specificare qualcosa o a chiarire altro…..nel suo caso poteva anche sorvolare…mi creda…..era gia’ molto chiara la sua “figura” di “”"”operatore”"”"
P.S. “Partigiano” sta’ in “di parte” come letteralmente significa…non vorrei essere additato come ha fatto il suo collega S.I a “Carabiniere fascista” al suo prossimo messagio….
Stia bene “in finestra” mentre quelli “veri” fanno la storia e rischiano ogni giorno
La saluto
Infatti nel mio commento non voglio assolutamente innescare “la guerra tra i poveri” (che saremmo noi) , se legge tra le righe della mio opinione , se legge bene con attenzione , capirà l’enorme stima che ho nei confronti di quei carabinieri , finanzieri , forestali “veri” che fanno P.g e che ogni giorno devono trovar mille escamotage per fare il proprio lavoro “schiavi” di una classe che comanda ;
Lei si definisce un carabiniere vero , io HO RISPETTO PER TUTTI I COLLEGHI qualsiasi sia il colore della loro divisa ; I fatti della uno biacnca fanno più male a noi che agli altri , i colleghi collusi fanno soffrire e vergognare vgli onesti , ma la mio opinione è solo storica .
Io penso solo che i carabinieri dovrebbero evolversi , diventare più indipendenti (da cosa lo stabilisca lei), penso solo che ciò che è successo al Col. Riccio che aveva Provenzano giusto lì , quasi se lo sentiva tra le mani e ricevette l’ordine di “non continuare l’operazione” (così dice per bocca sua nel fil documentario “il fantasma di corleone” ) quindi di lasciarsi scappare Provenzano e subito dopo di vedersi uccidere il confidfente che lo stava portando a lui ; Non sarebe successo a qualsiasi capo della mobile . Perchè ? perchè dipende direttamente dalla magistratura , lui prende le ecisioni . . .secondo me questa è una magiore indipendenza .
Ribadisco profonda stima per i carabinieri , ma quando troppe persone vogliono comandare c’è solo confusione , 4 anni di “militare” vissuti sulla mia pelle mi fanno pensare questo.
PS : ribadisco la mia più profonda stima per tutti i coilleghi qualsiasi sia il colore della divisa , ribadisco la stima per l’arma , ribadisco lo sconcerto per tutte le mele marcie , di più per quelle che vestono la mia stessa uniforme , ribadisco lo sconcerto per come le forze dell’ordine siano spesso trascurate .