Il sindacato dei giornalisti chiede “l’intervento della magistratura” per risolvere la questione dell’ufficio stampa del comune di Palermo. In una nota congiunta l’Fnsi (Federazione nazionale della stampa italiana) e l’Assostampa siciliana sostengono che il Comune “cerca improbabili professionalità interne per continuare a fare funzionare l’ufficio”. E puntano il dito contro l’amministrazione Cammarata che “raccatta pretesi giornalisti senza alcuna esperienza e professionalità specifiche, spesso non iscritti nemmeno all’Ordine dei giornalisti, causando all’Ente un duplice danno: economico e di immagine”. Ciò è assai più grave se gli undici giornalisti che hanno vinto il regolare concorso restano a spasso.
Così il sindacato chiama in causa la magistratura, contabile e non, sopra il caso di un concorso bandito, concluso, ma che di fatto non ha ancora avuto efficacia. “Appare ormai evidente che si vuole annullare l’esito di un percorso concorsuale stabilito e svolto ai sensi di legge – conclude la nota – danneggiando i vincitori per privilegiare invece chi cerca di porsi, senza alcun titolo legale, all’interno della professione giornalistica”.
I punti su cui si chiedono risposte sono: la mancata stabilizzazione dei vincitori di concorso, il danno economico che ne deriva al Comune, l’esercizio abusivo della professione giornalistica, eventuali false dichiarazioni fatte all’amministrazione comunale e sul reale valore di alcuni titoli mai rilasciati dall’Ordine dei Giornalisti.(a.c.)




Certo che è davvero singolare pensare che un’amministrazione pubblica faccia un bando, un concorso e poi dica: “vedete ci siamo sbagliati, ma i giornalisti già li avevamo. Scusate ma per tanti e tanti anni non ce ne siamo accorti !!!!!!” Sarà forse il caldo estivo, ma non vorrei essere al posto di questi poveri giornalisti (senza offesa !!!!) che adesso si trovano disoccupati e soprattutto beffati dal Comune che gli aveva, con molta probabilità, promesso un posto al sole. Posso soltanto esprimere loro la mia solidarietà, dicendo: resistete, resistete, resistete.
Robin Hood
La cosa più assurda è che l’Amministrazione comunale cerchi adesso persone iscritte all’albo dei giornalisti al suo interno, per vedere di tappare il buco in questo modo. Capiterà così che qualcuno, magari qualche vigile urbano, qualche geometra, qualche impiegato del settore tarsu, si ritroverà la sua bella scrivania e il suo bel computer con la targhetta “giornalista del Comune”… e questo in violazione della Legge 150 che sostiene che gli enti pubblici devono sì privilegiare le professionalità interne, ma soltanto qualora questi iscritti all’ordine ed eventualmente presenti nell’orda delle schiere degli impiegati pubblcii abbiano effettivamente svolto l’attività giornalistica per gli enti pubblici stessi all’atto dell’entrata in vigore della legge… insomma, la burocrazia comunale sembra non conoscere il disposto normativo, o finge di non conoscere la legge, allo scopo di non dare seguito al concorso pubblico già bandito e concluso, la cui definitiva applicazione permetterebbe di assumere i tredici giornalisti risultanti dalla graduatoria, di cui 9 interni e quattro esterni.
Ma Cammarata dorme o finge di non vedere che da mesi il Comune è privo di un ufficio stampa? E la strapagata Donatella Palumbo che cosa fa? E che valore hanno i comunicati stampa inviati in questi mesi ai giornali, ma privi della dicitura “ufficio stampa” e della scritta “comunicato stampa”, sostituita da quella equivoca di “avviso pubblico”… Mi chiedo poi se l’assessore Raoul Russo sia iscritto all’ordine dei giornalisti. Me lo chiedo perché ho davanti a me diversi comunicati stampa inviati in queste settimane ai giornali a sua firma. Ma scrivere e inviare in proprio un comunicato stampa non dovrebbe essere considerato esercizio abusivo della professione giornalistica? Dov’è in tutto questo l’Ordine dei Giornalisti?
Ciao, Federico