Niente Ebraico all’Università di Palermo

(da http://latinera.blogspot.com/)

Quest’anno, la laurea magistrale in Lingue e letterature moderne dell’Occidente e dell’Oriente di Lettere e Filosofia di Palermo non avrà un corso di Lingua e Cultura Ebraica.
La cosa è deplorevole in sé, ma lo è ancor di più per la Sicilia, che ospitò la più cospicua comunità ebraica d’Europa, fino al 1492, e che poi obbligò poi i suoi giudei a convertirsi, perseguitò i conversi e bruciò gli ostinati: allo Steri, fra l’altro, e cioè nell’attuale sede del Rettorato Universitario. E tralasciamo la considerazione che, oggi, Israele è una realtà economicamente e politicamente rilevante del nostro Mediterraneo.
Se fosse vero quel che riferisce Luciana Pepi – docente a titolo gratuito, con 50 esami sostenuti nel 2009 – e cioè che, avendo scoperto casualmente che la sua materia era stata cancellata, a sua precisa domanda, dagli uffici dell’Università le sarebbe stato risposto: “Ci dispiace, è stato un errore”, dovremmo persuaderci che non di un intento preordinato si tratterebbe, bensì di approssimazione, incompetenza, sciatteria.
Niente di nuovo, sotto il sole.
Ma è pur sempre quell’Università che anni fa pensò di far delle vecchie prigioni dello Steri un Museo dell’Inquisizione e non delle sue vittime. Un grossolano errore di valutazione. Ad Auschwitz non hanno fatto un Museo delle SS, ma un sacrario dedicato alle loro vittime.
Non ci sarà, non può, non dev’esserci un motivo diverso dall’errore, per l’aver eliminato l’insegnamento della Lingua e della Cultura Ebraica.
Sono certo che il nuovo Rettore, Roberto Lagalla, che è persona onesta e competente, vorrà rimediare.

 
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