Il fratello adesso dice:
“Quei cani non sono miei”

Il fratello adesso dice:   “Quei cani non sono miei”
giovedì 23 luglio 2009
00:38
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Ivan, 19 anni, fratello di Giuseppe Azzarelli, il bimbo sbranato dai cani ad Acireale, specifica che quegli animali non sono suoi, come sembrava avesse affermato in un primo momento. Dopo le ammissioni di ieri sera, oggi, Ivan ha spiegato: “Quelli trovati nel terreno abbandonato vicino casa mia, non sono i miei cani. Io da loro ci andavo una volta ogni tanto, gli davo da mangiare perché mi facevano pena”. Così ha detto all’emittente televisiva catanese Telecolor. Ieri era apparsa clamorosa la svolta nella vicenda del bambino ucciso da un branco di cani ad Acireale. I cani che hanno sbranato Giuseppe Azzarelli di sette anni sarebbero stati del fratello della vittima. Oggi la retromarcia: “Quei cani non sono miei”.

 
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Commenti

  • scritto da Leena

    Negli ultimi tempi, c’è purtroppo un’ondata di storie di cani che aggrediscono.
    Saro’ infantile, ma mi sto chiedendo cosa mettono nel cibo per i cani.
    Secondo me, forse, si dovrebbe far analizzare tutto cio’ che è a stretto
    contatto con l’animale: cibo, spray vari, ecc.

  • scritto da Arcistufo

    Non se ne può più del malvezzo di accusare i cani di ‘aggredire i bambini’! Le cose sono 2: o i cani maltrattati si difendono aggredendo chi li maltratta, o la gente è stupida e si mette in condizione di farsi aggredire, per esempio entrando nei recinti dei cani, pur sapendo che è pericoloso. Anche la Sicilia dovrebbe incominciare a pensare di proteggere i cani, non maltrattarli e accusarli. E’ una questione di civiltà.

  • scritto da GIGI

    Non è solo infantile, è peggio, ma non posso scriverlo cos’è, perché sarei giustamente censurato. Chiediti piuttosto cosa c’è nel cervello di troppi uomini su terra, quelli che addestrano i cani alla violenza e quelli che commettono crimini a milioni ogni giorno; mia nonna diceva “canigghia”.
    Anche certi militari USA bene addestrati diventavano più matti di come erano prima di arruolarsi, e matti ci restano per sempre. Le sevizie dei suddetti sono documentate, ma sono solo una piccola parte della loro pazzia.

  • scritto da Stefy

    Sono assolutamente daccordo con ciò che ha scritto il Sig.Gigi…. tutte le volte è la stessa storia, sempre con gli stessi termini di cani killer, o a trovare spiegazioni improbabili che comunque sollevino l’uomo da ogni responsabilità!! Chi è che li educa ad essere più aggressivi, che li fà combattere, che li sevizia, che li abbandona… chi fà questo non in vendita su uno scaffale di un negozio per animali… ma, purtroppo qualcuno che dovrebbe essere considerato un uomo e invece è solo un mostro. Oltre a questo, fà molto riflettere che un bambino di 7 anni possa riuscire ad entrare in contatto con cani gestiti in questo modo fuori dal controllo di tutti…

  • scritto da anna sisto

    facciamo un’inversione di marcia….insolita per l’essere umano,facciamoci addestrare dai cani,così potremmo conoscere il rispetto,l’onestà,la fedeltà,la considerazione,la disponibilità,il sacrificio,l’abnegazione e l’AMORE totale e profondo.quell’amore che ti impedisce di fare del male a un tuo simile ma anche ai più bisognosi…ho visto cani soccorrere altri cani investiti da un’auto,non curante del pericolo di poter a sua volta essere investito.quanti uomini avrebbero rischiato la vita non dico per un cane ma per un uomo?di fronte alla nobiltà d’animo e di cuore degli animali dobbiamo solo abbassare la testa e VERGOGNARCI tutta la vita.

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