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Termovalorizzatori, ricorso al Tar

venerdì 10 luglio 2009
11:48
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“La gara per i termovalorizzatori in Sicilia è un tentativo non riuscito di aggirare la sentenza della Corte di Giustizia europea. Nel bando, infatti, è stata inserita, in modo subdolo, una postilla che permette ai vecchi gestori di procedere con trattativa privata dopo che la gara è andata deserta, come si è puntualmente verificato lo scorso 30 giugno”. Lo denuncia un cartello di associazioni ambientaliste e di sindacati che oggi ha presentato un ricorso ai Tar di Palermo e Catania.
Secondo Legambiente, Cgil, Wwf e Rifiuti Zero l’articolo 57 del codice degli appalti, espressamente citato nel bando, effettivamente autorizza la trattativa privata in caso di gara deserta, ma fissa un tetto: un milione di euro. Per costruire i temovalorizzatori in Sicilia, però, si prevede una spesa di un miliardo di euro per ognuno dei quattro impianti previsti nell’isola.
Insomma, i firmatari del ricorso temono che il bando sia stato costruito per disincentivare la partecipazione alla gara, in maniera tale da affidare ai vecchi gestori l’appalto, e sollevano un’eccezione di legittimità. Nel ricorso, inoltre, vengono risollevate tutte le obiezioni già indicate in passato: le carenze nelle procedure autorizzative e l’assenza della disponbilità legale dell’area da parte di chi ha partecipato alla precedente gara invalidata dalla Corte di Giustizia europea.
“Abbiamo sprecato sei anni – afferma Mimmo Fontana, segretario regionale di Legambiente – non c’è più tempo da perdere. Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ha parlato di un nuovo modello. Noi siamo disposti a discuterne, ma bisogna cominciare dicendo basta ai termovalorizzatori e predispondendo un nuovo piano rifiuti”.

 
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Commenti

  • scritto da paolo guarnaccia

    riduzione dei rifiuti (si può arrivare facilmente ad una riduzione del 50%), riutilizzo di ciò che ancora può essere utile (servono centri di manutenzione e riparazione), recupero di materia attraverso raccolta differenziata spinta porta a porta, impianti di compostaggio e di selezione del secco, recupero ulteriore di materia dalla frazione residuale con impianti di separazione a secco (trattamento meccanico biologico) od in acqua (sistema idro-pulper) con recupero di energia pulita attraverso impianti di digestione anaerobica. e naturalmente: formazione per gli operatori, informazione per le comunità ed una preghiera perchè la classe politica metta buon senso e tuteli gli interessi diffusi. questa in sintesi la strategia rifiuti zero 2020.

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