Un po’ per volta, stiamo costruendo un piccolo Dizionario filosofico, partendo da alcune espressioni dialettali che ci conducono alla scoperta di un codice tutto nostro: una sorta di filosofia sicula della lentezza, soggetta ad un deperimento rapido e forse inarrestabile. L’uso del dialetto è in calo, e certe sottigliezze sfuggono ai più. Certo, non abbiamo troppe pretese: non intendiamo sostituirci agli storici della lingua, ai filologi. Su Facebook ne discute già il gruppo “Filosofia Sicula”. Qui, su LIVESICILIA, lo fanno tutti i lettori. Con un po’ d’ironia.
Abbiamo già esaminato alcune voci. Abbuttarisi, Accura, Affirrarisi, Allafannarisi, Allazzari, Annacarisi, Annagghiari, Annigghiarisi, Attrivitu, Allistirisi, Arrunzari, Attamaticatu, Ammiscarisi, Arricriarisi, Abbunnapaisi, Abbanniàri, Allicchitarisi, Arriminarisi, Babbiàri, Baccagghiàri, Baccariàri, Binignàri, Blandura, Bonarmuzza.
Da oggi e per un’intera settimana proponiamo altre voci.
La prima voce da esaminare è Bottarisàli. Si accettano definizioni non superiori a tre righe.
La seconda voce da esaminare è Bracchiàri. Si accettano definizioni non superiori a tre righe.
La terza voce da esaminare è Bramorìa. Si accettano definizioni non superiori a tre righe











Bottarisali potrebbe tradursi con “accidenti”. Le altre due, mai sentite. E sono curiosa….
Bramorìa è il forte desiderio che si ha di qualcosa. O di qualcuno. Ed è un desiderio che scuote dall’interno, che lacera e non muove. Bracchiàri è invece l’atto del Bracco, che fiuta e insegue la preda. Con la lentezza che distingue il gesto.
bottarisale e’ un’imprecazione che di fatto augura un ictus a qualcuno
viene altresi’ usata anche genericamente per manifestare il proprio disappunto per un evento. ATTIPO QUANDO SBATTI IL MIGNOLO SUL PIEDE DEL LETTO
Il commento di brown56 è inappuntabile. All’esclamazione in oggetto, si potrebbe pure aggiungere: “A cu sacciu iu”. Volendo con ciò significare che conosciamo chi nell’ombra congiura e chi “getta il picchio” contro di noi, e pertanto ben si merita quella “botta ri sali”. Il nome del nemico va tenuto segreto, affinché nessuno abbia a dolersene specificatamente, e tutti, nessuno escluso, temano quella maledizione.
BOTTARISALI…”e chè cazzo!” hanno lo stesso significato:nel primo caso non funziona lo scongiuro nel secondo l’”arnese”,metaforicamente è sempre sminuito il nostro potere;rivolto agli altri serve per diminurne sempre il potere.
dunqe: BOTTARISALI (alias CORPU RI SALI A TTIA). Secondo me, letteralmente significa augurare il trapasso, perchè anticamente le salme venivano ricoperte di sale per evitare che si decomponessero… mah…
“Botta ri sali” è la modifica della imprecazione più grave “Botta di sangu” rivolta verso chi ci ha fatto qualcosa di male.
La tesi di Peppe è interessante. Ma quella di Masaniello indica una possibile degenerazione della più tradizionale botta di sangue. Mi chiedo se “u sali” della botta di cui sopra non sia un modo per indicare una sorta di veleno (o qualcosa di nocivo), anziché letteralmente il sale utilizzato per conservare la carne morta e disseccare i cadaveri.
Bracchiari….il cane che emette dei suoni dietro ad una preda.Forse da bracco, tipico cane da caccia.
bracchiari = da bacchiare ovvero percuotere con una pertica di legno in altri termini “futtiri a lignati”
Altro significato è ridurre a pezzi più piccoli es. tagliare un ramo grosso a pezzi di “braccame”
“Bracchiari” nel linguaggio di “picciotti” d’altri tempi = andare in giro bighellonando possibilmente alla ricerca di “scagghiuola” cioè di “fimmini” abbordabili