Dalle 50 strutture per una vacanza all’insegna del piacere, tra lussuosi grandi alberghi, pensioni al mare, design-hotel e B&B di montagna del 1600, alla caccia spasmodica di spezzoni di terreno alle falde dell’Etna per impiantarvi vigneti di gran pregio. “I love Sicilia”, il mensile di stili, tendenze e consumi, da venerdì 29 maggio in edicola, fa il giro dell’Isola raccontandone storie e personaggi.
Il punto di partenza? Una mappa virtuale del piacere e del relax. Cinquanta strutture sparse nelle nove province siciliane per tutti i gusti e per tutte le tasche: dall’eleganza del Kempinski di Mazara del Vallo all’originale atmosfera del Relais Antiche Saline; dalle colazioni bio proposte a Palermo dal neonato Quintocanto, alle atmosfere magiche di Taormina con il mitico San Domenico. A rendere nota nel mondo Castel di Tusa, nel Messinese, ha pensato, l’Atelier sul mare, hotel-museo del mecenate-poeta Antonio Presti. E poi ancora, nel cuore barocco di Ibla, la Locanda Don Serafino, mentre a Modica brilla la stella di Palazzo Failla. In provincia di Catania, a Carruba di Riposto, fra orientaleggianti effluvi di fiori e piante, c’è Donna Carmela; mentre in città è possibile soggiornare nell’arioso classico Sheraton. Ma su Catania l’attenzione è alta anche per le caratteristiche uniche delle sue terre. Non a caso produttori vitivinicoli, siciliani e non, (da Planeta a Franchetti, da Firriato al fiorentino Marc de Grazia, da Tasca a Vito Catania, fornitore anche della Ferrari) si sono lanciati all’acquisto di vigneti, facendo schizzare i costi alle stelle: oltre i 50-60 mila euro per un ettaro in produzione, contro i 25-30 mila di cinque anni addietro e i 10-15 milioni di lire di tre lustri fa. E tra le new entry, l’ingegnere Nino Bevilacqua, presidente dell’Autorità portuale di Palermo che, nella frazione Bocca d’Orzo, vicino a Randazzo, ha acquistato 15 ettari vitati, a cui se ne aggiungeranno presto altri dieci.
In questo numero anche le immagini, in esclusiva, di quello che diverrà, tra qualche anno, una fetta di Palermo, ossia quella che va dalla stazione Lolli alla stazione Notarbartolo e la storia di Marco Lobb, il giovanissimo siracusano che progetta software e applicazioni per telefonini e che in un concorso mondiale bandito da Nokia si è piazzato secondo su 1.400 partecipanti, con un programma che aiuta a fare la spesa. Ma anche un’intervista a Emanuele Macaluso, storico dirigente della Cgil e del Pci che attraversa le vicende della Regione e del Paese a partire dal ‘41.










Oltre agli alberghi, B&B e agriturismi citati, credo valga la pena citare anche Locanda COS; è un agriturismo immerso nei vigneti di proprietà dell’azienda agricola COS di Giambattista Cilia e Giusto Occhipinti, dove attualmente lavoro.
L’azienda fa parte del consorzio del Cerasuolo di Vittoria, è sorta nel 1980 e da allora ha avuto un sempre maggior numero di premi e riconoscimenti per l’ottima qualità dei vini prodotti. E’ una delle aziende siciliane più dinamiche, dove la ricerca e l’innovazione è il tema dominante; infatti, l’azienda oltre la tradizionale cantina, ha anche un’anforaia dove vinifica e matura il cerasuolo di Vittoria Pithos, a cui molti articoli sono stati dedicati.
Il casale adibito ad agriturismo, è stato costruito nell’800, ristrutturato dai due proprietari, architetti, offre agli ospiti la possibilità di trascorrere le vacanze in pieno relax, dove lo stile degli interni e la campagna circostante si fondono all’unisono.