“Amici e guardati”, gli studenti
incontrano Daniele Billitteri

Sono state la verve e le provocazioni del giornalista Daniele Billlitteri ad aprire stamane il forum della legalità a villa Filippina a Palermo. “Amici e guardati” è stato il tema d’apertura di questa due giorni dedicata agli studenti in cui si discuterà di Cosa nostra e degli intrecci criminali che hanno storpiato e condizionato la vita e la cultura siciliana.

“Cosa nostra ha contrabbandato il concetto di amicizia e l’ha piegata a logiche di gruppo che hanno giudicato prioritario il loro interesse rispetto a quello di qualsiasi altra persona”, ha esordito il giornalista del Giornale di Sicilia e ha invitato gli allievi della scuola di Carini a considerare la qualità del rapporto che li lega agli amici. “Ci si identifica, si hanno gli stessi valori, si ascolta la stessa musica, ma c’è anche la fatica di mantenere l’amicizia – spiega Billitteri – eppure nella nostra cultura di fronte ad un amico non si abbassano le difese non ci si fida fino in fondo, da qui il detto amici e guardati”.

Analizzando poi l’attuale crisi interna alla mafia spiega che più che un gruppo di amici, “Cosa nostra è una setta di resistenti, dove le formule e i rituali possono funzionare come legame ma poi il tradimento viene punito con la morte, è un gruppo con regole escludenti, mentre un vero amico capisce i tuoi momenti no e ti perdona anche comportamenti incomprensibili”. Billitteri confessa poi la sua emozione di fronte alla nave della legalità che sbarcherà ancora una volta a Palermo “questi tremila ragazzi stanno aprendo una strada che tutti vorremmo diventasse un’autostrada”.

Claudio Reale, conduttore del forum, ha sfidato la timidezza dei ragazzi provocandoli sull’amicizia virtuale e sull’uso dell’amico. “Purtroppo il clientelismo usa questi rapporti per il proprio interesse, per cui non ci si chiede più cosa posso fare per l’amico, ma cosa può fare l’amico per me”. A proposito poi di Facebook, degli sms e di msn Billitteri ha incoraggiato ad aprirsi sempre di più al dialogo, a non ridurre i rapporti in 150 caratteri ma a conversare anche con gli adulti, perché “parlare di nuoto con chi non sa nuotare porta immancabilmente ad affogare” e invece su temi scottanti come quello della legalità bisogna parlare, “aprirsi per poter dire che la mafia, come la guerra e la droga non è bella, ma dà la morte”.

 
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