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Dopo l’accusa, la difesa. Sullo sfondo l’ipotesi di una frode internazionale da 12 milioni di euro sulle forniture di uniformi ai danni dei carabinieri e delle guardie forestali italiane. A scoprire la presunta frode sono state le Fiamme gialle che hanno sequestrato 30 mila divise dei due corpi e denunciato 11 persone tra cui Carmelo Bucalo, legale rappresentante della Mediconf, e i fratelli Giovanni e Piero. L’ appalto – secondo l’accusa – prevedeva che le uniformi fossero prodotte in Europa. Ma la produzione sarebbe avvenuta in Cina con minori costi. A stretto giro di posta la replica. Si legge in un comunicato:
“Relativamente alle recenti notizie di stampa, concernenti una presunta frode posta in essere dalla società Mediconf spa nelle forniture effettuate al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri ed al Corpo forestale dello Stato, Carmelo Bucalo, legale rappresentante della Mediconf, con il presente comunicato desidera ribadire che nessuna frode è stata posta in essere né dalla suddetta società né da altre facenti capo al Gruppo Bucalo esprimendo l’assoluta fiducia nell’operato della magistratura inquirente. Carmelo Bucalo comunica di avere concordato con la Procura della Repubblica di Palermo, per il tramite dei suoi legali, Alfredo Galasso e Sergio Monaco, la propria presentazione spontanea per chiarire i fatti riferiti all’indagine in corso. Carmelo Bucalo comunica, inoltre, che i suddetti legali hanno già segnalato ai magistrati inquirenti, per quanto di loro competenza, l’evidente violazione del segreto istruttorio con conseguente grave pregiudizio per l’immagine e l’attività del gruppo Bucalo, riservandosi le opportune azioni sia in sede civile che penale”.








