Nel presentare Filosofia sicula, abbiamo scritto come certe nostre espressioni dialettali facciano luce su un codice, su una filosofia della lentezza soggetta a rapido e forse inarrestabile deperimento. Abbiamo anche specificato che la nostra proposta di costruire insieme un Dizionario filosofico siciliano non ha troppe pretese: non intendiamo sostituirci agli storici della lingua, ai filologi. Su Facebook ne discute già il gruppo “Filosofia Sicula”.
Qui, su LIVESICILIA, potranno farlo tutti i lettori. Se possibile, con un po’ d’ironia.
Abbiamo già esaminato alcune voci. Abbottarsi, Accura, Affirrarisi, Allafannarisi, Allazzari, Annacarisi, Annagghiari, Annigghiarisi, Attrivitu, Allistirisi, Arrunzari, Attamaticatu. Da oggi e per un’intera settimana proponiamo altre voci.
La prima voce da esaminare è Ammiscarisi. Si accettano definizioni non superiori a tre righe.
La seconda voce da esaminare è Arricriarisi. Si accettano definizioni non superiori a tre righe.
La terza voce da esaminare è Abbunnapaisi. Si accettano definizioni non superiori a tre righe.











Ammiscarisi : dall’ italiano “mischiare, mescolare”. Quindi per estensione inserirsi, intrufolrsi, farsi coinvolgere ( per lo più in discorsi pertinenti ad altri allo scopo di spettegolare o di fomentare la discussione stessa)
Arricriarisi: dall’ italiano “ricreare” da cui per estenione deriva anche “ricreazione”. Indica momento di godimento e di piacere intensi, sia in senso fisico che in senso morale.
Abbunnapaisi: questa, stranamente, non l’ho mai sentita in 45 anni di vita :)ma mi da l’idea di qualcosa che affolli senza tuttavia apportare un effettivo contributo positivo. Mi ci sono avvicinata almeno un po’? :)
Alessandra, sei bravissima.