Al telefono con Giacomo Di Girolamo
l’autore della proposta choc

L’intervista di Roberto Puglisi al giornalista Giacomo Di Girolamo

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Commenti

  • scritto da ANASTASIA

    Non riesco a capacitarmi di così tanta superficialità e soprattutto mi meraviglio di tutta quella gente che si lascia influenzare
    da meri artifizi retorici che adesso diventano parole sacre e sinonimo di coraggio perché ora come ora si pensa più ad aiutare che a polemizzare e qualcuno ne approfitta per fare il fenomeno,per sentirsi il rivelatore di una verità di cui nessuno era a conoscenza e tutti lo acclamano come le pecore.Ma va,bravo.Lo sanno anche i neonati che questo è un Paese alla deriva, per usare un eufemismo,dove devono accadere sempre le tragedie per farci aprire gli occhi,dove si preferisce sempre curare che prevenire ma è una presa di posizione
    fine a se stessa rinunciare a una qualsiasi forma di aiuto per protestare contro uno Stato che funziona male,coloro che adesso hanno bisogno di sostegno ,conforto, solidarietà sono povere vittime che non hanno nessuna colpa del crollo delle proprie abitazioni o della morte dei propri cari.Si parla tanto di ipocrisia,dello stereotipo dell’italiano generoso come un fenomeno effimero,allora che fare???Beh rinunciare direttamente all’essere solidali invece di combattere per far in modo che non rimanga più un qualcosa di circostanza.Complimenti.
    Pensiamo per un attimo,se non ci fosse stata nessuna mobilitazione,nessun tipo di aiuto da parte di quelle persone che in questi giorni anche nel loro piccolo hanno collaborato e si sono dedicate ai terremotati come si sarebbero sentiti questi ultimi?Come si sarebbero sentite queste persone se ognuno avesse rinunciato aprioristicamente a dare una mano pensando che è solo compito di chi è sopra le parti aiutare e tutelare i cittadini?Io penso che si sarebbero sentite distrutte per ben due volte.Il problema è che molti non riescono a capire a fondo le situazioni se non le vivono in prima persona ma se per capire questa situazione e dare degli aiuti concreti(perché francamente con lo sdegno e la rabbia ci facciamo ben poco) bisogna far sì che la vostra casa vi crolli addosso e che in soli trentasette secondi vediate morire vostra moglie,i vostri figli ,i vostri parenti o i vostri amici…beh non fa niente non aiutateci.Non riesco a credere al fatto che una persona rimanga impassibile e se ne stia con le mani in mano arrivando ad asserire che i suoi aiuti sono già nelle tasse che paga,è raccapricciante.Adesso cogliere la palla al balzo per farsi pubblicità e strumentalizzare una situazione si chiama coraggio….ma per favore.Andate a farvi un giro nelle tendopoli,andate a respirare la stessa aria di strazio, di angoscia, di sconforto che si respira da quelle parti,andate a sentire sulla vostra pelle il freddo pungente, andate,c’è uno spettacolo struggente che vi aspetta,ci sono persone,persone non mostri,che stanno soffrendo e almeno in questo momento risparmiamoci il “bellum omnium contra omnes”,evitiamo di fare gli “alternativi” e i “coraggiosi”,andate, poi prendete un bel megafono e urlate,urlate con tutta la vostra forza,con tutto il vostro coraggio:Io non do nulla,non do un centesimo di euro perché non spetta a me,perché pago le tasse e i miei aiuti sono già nelle tasse che pago.

  • scritto da carboni luca

    6 noioso km parli ma esprimi ks giuste ke condivido otttimamente

  • scritto da Francesco

    La riflessione di Di Girolamo è amaramente toccante. La condivido quasi appieno. Anch’io non ho dato 1 euro, ma per altre ragioni molto più pratiche. se non sono cambiate le cose, l’euro è costituito da 20 centesimi di tasse (IVA) e 80 di “obolo”, e ciò non mi sembra corretto. Inoltre, sai dove sono finiti i soldi degli sms inviati per lo tsunami di due Natali fa? In carburante per i voli umanitari, pare.
    In carburante.

    Solo a distanza di molto tempo ho realizzato che cosa questo significhi esattamente: il materiale spedito era già stato acquistato dallo Stato con fondi già stanziati per le emergenze e magari era già pronto da anni. In Italia abbiamo montagne nelle cui gallerie artificiali sono stipati ingenti scorte di beni (anche vecchi) d’emergenza. Acquistare il carburante per il trasporto era invece un aggravio per le casse dello Stato. Allora gli sms trasformati in carburante non sono stati una tassa una tantum? Mandare sms non ha significato acquistare generi alimentari per le popolazioni colpite, ha solo pagato il conto del viaggio che era stato deciso e pianificato a priori.

    È un po’ come la ricerca sul cancro o sulle varie malattie. Perché lo stato deve continuamente ridurre i soldi per la ricerca e poi fare le collette affinché siamo noi a mandarli, magari dopo una serata di convincimento di massa tipo Telethon?

    In molte scuole non ci sono più i soldi per compare la carta igienica, allora si fanno le feste di fine anno con tombola o simili per raccattare qualche euro per le esigenze minime di funzionamento della scuola. Nella nostra scuola oggi 22/04/2009 manca (da mesi) un telefono senza filo. Il telefono che abbiamo è vecchio, recuperato da chissà dove ed ha una suoneria inesistente. Un cordless l’ho comprato io, di tasca mia, poi qualcuno l’ha rotto… non ne porto un altro.
    Non è per caso lo Stato a dover smettere di spremere sui finti sprechi, gettar fango su tutto e tutti (scuola, magistratura e fra poco le Forze dell’Ordine e la classe medica) per prepararsi la strada a tagli sempre più scellerati?

    Io non do l’euro. Se riusciamo, con amici e conoscenti, finanzieremo qualche progetto “privato”, aiuteremo un asilo, una parrocchia, una famiglia, ma il mio euro NON andrà né alla Protezione Civile, né allo Stato. Questo non è il mio stato, io oggi non mi ci riconosco, le ragioni le ha bene esposte Di Girolamo.
    Grazie.
    Francesco

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