Nel presentare Filosofia sicula, abbiamo scritto come certe nostre espressioni dialettali facciano luce su un codice, su una filosofia della lentezza soggetta a rapido e forse inarrestabile deperimento. Abbiamo anche specificato che la nostra proposta di costruire insieme un Dizionario filosofico siciliano non ha troppe pretese: non intendiamo sostituirci agli storici della lingua, ai filologi. Su Facebook ne discute già il gruppo “Filosofia Sicula”.
Qui, su LIVESICILIA, potranno farlo tutti i lettori. Se possibile, con un po’ d’ironia.
Abbiamo già esaminato alcune voci. Abbuttarsi. Accura. Affirrarisi, Allafannarisi, Allazzari, Annacarisi. Da oggi e per un’intera settimana proponiamo altre voci.
La prima voce da esaminare è Annagghiari. Si accettano definizioni non superiori a tre righe.
La seconda voce da esaminare è Annigghiarisi. Si accettano definizioni non superiori a tre righe.
La terza voce da esaminare è Attrivitu. Si accettano definizioni non superiori a tre righe.











Chi spacchiusu! Bonu travagghiu picciotti :)
Annagghiari: rimanere agganciato o bloccato, da qualcuno o qualcosa, senza proprio volere, in una situazione o circostanza.
‘Si t’ annagghiu, ti rugnu un saccu di lignati!’
Beh….da piccola, capii presto che quando mio padre diceva questa frase era meglio andarsi a nascondere velocemente da qualche parte. Perché? Mi aveva appena detto: ’se ti acchiappo, ti do’ un sacco di bastonate!’
Annigghiari: mettere disordine, con cose superflue o inutili, in un luogo.
Non ne sono molto certa ma credo che ‘attrivitu’ significhi ‘prurito’.
Sara’ giusto?
Annagghiare: pigliare e tenere stretto, afferrare con violenza, di solito ha connotato ostile: si t’annàgghio…!
attrivitu: con grande vitalità, particolarmente vivace, sempre in movimento … con “tre vite”
forte della mia profonda conoscenza della lingua spagnola(sono nato e cresciuto a Palermo, ma abito in Argentina da oltre 60 anni) e conoscendo le impronte profonde che sono rimaste nel dialetto siciliano a conseguenza della presenza spagnola nell’isola, mi permetto di correggere o piuttosto allargare l’interpretazione di Arnaldo della parola:”attrivitu” Essa discende direttamente dalla parola spagnola: “atrevido” il cui significato principale è: “audace” a volte anche troppo, fino a sconfinare nella maleducazione. Perciò resta esclusa l’interpretazione di “a tre vite” che trova una giustificazione solo nella somiglianza del suono.
Distinti saluti
L’interpretazione di Nicolò Migliore è certamente autentica, e quella di Arnaldo – come dire – audace. Ma “attrivitu” è una parola che nel corso del tempo ha sedimentato una pronuncia, oltre che un senso: un suono duro e consapevole del valore del soggetto cui è diretta. Provate a ripeterla: attrivitu, con quel marcio e granuloso che sta sulle consonanti piazzate tra la prima e la seconda sillaba, e ve ne accorgerete.
Annigghiarisi: confondersi, perdere la lucidità, farsi travolgere e subire gli eventi, non vedere oltre.
Annagghiare: prendere con fermezza, velocità e rapacità. Detto tra i denti è quasi come rubare.
Annigghiarisi: annuvolarsi, ma in senso siculo-figurato sta per incavolarsi quasi a ‘ncazzarisi.