Incontro con Rodolfo Guajana
“I mafiosi non mi hanno distrutto”

Rigettare la mentalità mafiosa, mostrarsi solidali con gli imprenditori che decidono di ribellarsi al pizzo, evitare di effettuare i propri acquisti nei centri commerciali creati dalla malavita organizzata per “ripulire” il denaro: questa la ricetta per contrastare la mafia venuta fuori, questa mattina a Villa Filippina, nel corso dell’incontro fra l’imprenditore Rodolfo Guajana e i ragazzi della scuola media Antonio Ugo di Palermo. “Voi siete la nostra speranza – ha detto Guajana agli studenti -, portate un messaggio di cambiamento per la Sicilia. Conto molto sui giovani perché fate le cose con convinzione, mentre noi adulti siamo spesso “guastati” da una certa mentalità. I ragazzi di addio pizzo – ha aggiunto -, figli di martiri come il giudice Giovanni Falcone, hanno svegliato la città appendendo manifesti e lenzuoli con messaggi forti di lotta alla mafia”.

Gli studenti hanno chiesto a Guajana di motivare la sua scelta di non cedere alle pressioni di Cosa Nostra. “Io mi sono opposto al pizzo – ha spiegato – seguendo l’insegnamento della mia famiglia, in particolare di mio padre che nel 1955 aveva denunciato un tentativo di estorsione. Inoltre, essendo un uomo di fede, non ritenevo giusto alimentare gli introiti dei mafiosi contribuendo col mio denaro ai loro acquisti di droga o alle richieste di usura”. Altra curiosità dei ragazzini è stata se lo Stato faccia abbastanza per proteggere chi come lui decide di non sottomettersi. “Lo stato ha fatto molto per me – ha risposto l’imprenditore – concedendomi la scorta e dandomi dei locali per riprendere l’attività, dopo che la mia sede di lavoro è andata distrutta nell’ incendio appiccato dalla mafia come monito per chi volesse decidere di fare la mia stessa scelta”. La reazione dei dipendenti, dei familiari e degli amici di Guajana ha mosso poi la curiosità dei ragazzi. “I miei impiegati hanno apprezzato la mia legalità – ha risposto -, io ho chiesto loro di creare un muro di gomma attorno a me, in modo da evitarmi contatti con i malavitosi che cercavano di minacciarmi. Ho subito una richiesta telefonica di denaro, poi delle lettere anonime e per due volte mi sono stati chiusi i cancelli dell’ azienda con della colla. Alcuni amici hanno criticato la mia scelta, e io per questo li ho allontanati. La mia famiglia, invece, mi ha sempre sostenuto”. Infine, Guajana ha consigliato ai giovani di evitare di fare acquisti nei tanti centri commerciali che si stanno diffondendo sempre più, e sono gestiti da prestanome di mafiosi per “ripulire” i soldi: “Ho denunciato questo fenomeno – ha detto -, perché si facciano le dovute verifiche”.

di Joey Borruso

 
  • Archivio Archivio [+]
  • Segnala l'articolo






    Segnalando questo articolo dichiari di aver preso visione dell'informativa ai sensi della legge n. 196/2003 sulla tutela dei dati personali. Il gestore del presente servizio, per garantire la riservatezza dei dati, si attiene rigorosamente a quanto indicato nella legge 196/2003. I dati di questo form non verranno utilizzati.


    invia l'articolo
  • stampa

Lascia un commento

(non sarà pubblicata)


Tutti gli utenti possono manifestare il proprio pensiero nelle varie sezioni del giornale LiveSicilia.it.
Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere la propria opinione su fatti che possano interessare la collettività o sugli argomenti specifici da noi proposti, i contributi non dovranno in alcun caso essere in contrasto con norme di legge, con la morale corrente e con il buon gusto.

Ad esempio, i commenti e i nickname non dovranno contenere:
- espressioni volgari o scurrili
- offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale
- esaltazioni o istigazioni alla violenza o richiami a ideologie totalitarie ecc.

I contributi che risulteranno in contrasto con i principi esposti nel Disclaimer non verranno pubblicati.

Si raccomanda di rispettare la netiquette.