Il pizzo e il voto di scambio:
gli studenti incontrano Ingroia

Il controllo del voto da parte della mafia, protezione per chi si ribella al pizzo, quando la legge lega le mani di chi è chiamato a giudicare: questi i principali argomenti affrontati oggi a Villa Filippina dal magistrato della Dda di Palermo, Antonio Ingroia, nel corso del dibattito con gli studenti dell’istituto Alberghiero “Paolo Borsellino”.

Tema di questo terzo incontro “Il pizzo non paga”, e proprio da questa affermazione è partita l’introduzione di Ingroia: “Venticinque anni fa ho iniziato a interessarmi di mafia, inizialmente da ragazzo con gruppi di studio. Da allora tanta strada è stata fatta e oggi, soprattutto nella categoria degli imprenditori, si è acquisita la consapevolezza che pagare il pizzo non procura alcun beneficio. E’ chiaro che Cosa Nostra esercita il suo potere specialmente grazie alle entrate provenienti dagli imprenditori, malintesa forma di protezione e frutto di minaccia”. Si è parlato poi di quanto importante sia per la collettività la decisione degli imprenditori di non cedere alle organizzazioni criminali “per anni le imprese sono state gravate di un costo fisso – ha detto Ingroia – che veniva poi scaricato sui consumatori, ostacolava gli investimenti e non consentiva la libera concorrenza. In questi anni, fortunatamente, lo stato è riuscito a fornire una migliore protezione a chi decideva di denunciare le pretese mafiose”. Si è poi parlato del “pizzo politico”, di quel voto di scambio che è una triste realtà.
Uno studente ha chiesto ad Ingroia di riferire in modo sincero se nella sua carriera è stato mai costretto da qualcuno a non emettere una sentenza di condanna per un colpevole. Il procuratore a risposto: “Qualche volta è capitato che non ho potuto seguire la mia intuizione per mancanza di prove, questo l’unico caso in cui ho avuto le mani legate dalla legge. E’ vero anche che alcune volte la legge risulta più debole con i potenti”. E’ emersa poi la nota positiva di un incremento del tasso di denunce e di ammissione da parte di inprenditori interrogati dalle forze dell’ordine. Gli incontri sono organizzati dall’Associazione Culturale Villa Filippina in collaborazione con la Provincia Regionale di Palermo, il Banco di Sicilia e Sviluppo Italia Sicilia.

di Joey Borruso

 
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