Mafia ed economia in Sicilia
gli studenti incontrano il pm De Lucia

Le qualità necessarie per aspirare alla carriera di magistrato, com’è cambiata la mafia in questi anni e quanto le organizzazioni criminali incidono sull’economia: sono questi alcuni degli argomenti affrontati oggi a Villa Filippina, dagli alunni del liceo scientifico Basile e dal magistrato della procura antimafia Maurizio De Lucia, nel corso del secondo appuntamento del progetto “A tu per tu”.

De Lucia ha illustrato agli studenti le specificità di Cosa Nostra rispetto alle altre forme di criminalità organizzata: “La mafia siciliana ha una struttura unitaria, verticale – ha detto -, mentre le altre organizzazioni sono di tipo federale: i componenti si uniscono o dividono secondo gli interessi, risultando meno facili da colpire e più soggette a guerre interne”. I ragazzi hanno poi voluto approfondire i rapporti tra mafia e comunità, e in questo caso il magistrato ha spiegato che la mafia è una struttura complessa ma elastica, che si adatta alle modificazioni che avvengono intorno “quando lo stato diventa più forte la mafia punta a sopravvivere – ha detto – diventa meno evidente, si struscia con lo stato presentandosi con volto amico. Il vero rimedio diventa allora essere intransigenti con i mafiosi,
non accettare il sorriso dietro il quale si nasconde un favore da ricambiare”. Per onorare il tema della giornata,”Il linguaggio mafioso”, De Lucia ha poi spiegato come la mafia ostacolata dagli strumenti tecnologici usati da chi la combatte abbia dovuto cambiare modo di comunicare: “I pizzini – ha spiegato
- sono l’esempio di come la mafia sia dovuta tornare all’antico”. Tra i ragazzi intervenuti alcuni hanno manifestato la loro volontà di diventare dei magistrati, De Lucia li ha esortati a studiare e impegnarsi ed
ha ricordato loro che il magistrato deve fare con rigore il suo mestiere. E’ emersa, infine, la forte incidenza della mafia sull’economia locale: “Un giorno conducendo delle indagini abbiamo scoperto che un commerciante che voleva ingrandire il suo negozio non ha potuto farlo perché la mafia non gli ha
dato il benestare: il suo miglioramento avrebbe, infatti, danneggiato il commerciante vicino, anche lui pagante il pizzo”. Nota positiva, fra quanto c’è ancora da fare, la costanza e la continuità con le quali le forze
dell’ordine impegnate nella lotta alla mafia hanno lavorato dopo le stragi del 1992.
Ma anche in questo caso c’è il rovescio della medaglia: “La politica non ha mostrato la stessa capacità – ha detto De Lucia -, ma ha avuto in questi anni la tendenza a rilassarsi”.

Gli incontri “A tu per tu”, nella splendida cornice di Villa Filippina, sono organizzati dall’omonima associazione culturale col sostegno del Banco di Sicilia, della Provincia regionale di Palermo e di Sviluppo Italia Sicilia. Il prossimo incontro con le scuole è previsto sabato prossimo: ospite sotto i porticati della villa sarà il magistrato Antonio Ingroia.

di Joey Borruso

 
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