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Annullato il decreto di sequestro “per equivalente”, emesso dal gip Vincenzina Massa, il 19 settembre scorso, ai danni di Carmelo Bucalo per una presunta evasione fiscale del gruppo che opera nel settore dell’abbigliamento.
Lo ha deciso Il tribunale del Riesame di Palermo, presieduto da Concetta Sole, su richiesta dei legali Andrea Parlato, Sergio Monaco ed Angelo Cuva. Il tribunale ha motivato la decisione con l’inapplicabilità del sequestro “per equivalente” a fatti antecedenti al dicembre del 2007, data di introduzione dell’istituto introdotto per i reati tributari.
La Mediconf spa, società controllante del gruppo Bucalo (catena di negozi di abbigliamento creata dai fratelli Carmelo, Piero e Giovanni Bucalo di Palermo), a seguito degli accertamenti del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, avrebbe evaso il fisco per 30 milioni di euro, negli anni 2003 e 2004. Su richiesta dei pm Antonio Ingroia e Dario Scaletta, era scattato il “sequestro per equivalente”, una norma introdotta nella Finanziaria 2007 che consente l’azione preventiva sugli accertamenti delle evasioni fiscali.

